Messina, 25 aprile 2020

Nell’ennesimo confronto e nella discriminazione tra Nord e Sud adesso siamo stati definiti INFERIORI, stile Hitler proprio. In questi 40 giorni ho sentito dire che qui al Sud c’è stato meno contagio perché non andiamo a lavoro, che non occorreva tutelare gli sbarchi, che una ministra ha denunciato il nostro sindaco per motivi giusti, ma discutibili e adesso che siamo inferiori. Sapete che penso?! Che la paura rende gli uomini subdoli e viscidi, si proprio come i serpenti, animali. Mi viene sempre più da pensare a quell’aforisma che recita ‘L’uomo ha creato la bomba, ma nessun topo costruirebbe mai una trappola per topi”.
Ho 26 anni e non penso di sapere molto della vita, né di poter dare lezioni di vita alla gente perché quelle le possono dare solo i nonni e i bisnonni a chi è fortunato ed ancora ce li ha, non penso neanche di essere istruita abbastanza, sono umile e per essere felice mi bastano anche solo le briciole e il sorriso delle persone a cui voglio bene, ma una cosa l’ho imparata in questi anni. Vivo al Sud e non ho mai minimamente pensato di lasciarlo. Né per la crisi, né per i pochissimi posti di lavoro, neanche avendo parenti al nord che mi avrebbero potuto ospitare per cercare un posto di lavoro migliore quando qui a Messina facevo la “gavetta” lavorando 12 ore al giorno per €200 al mese che non mi bastavano neppure per mantenermi il
vizio del fumo, mi ripetevo sempre che ce l’avrei fatta a trovare un lavoro dignitoso senza lasciare la mia terra. Ma sapete cos’è che impedisce a uno del Sud a staccarsi dalla propria terra??? È il calore umano di noi meridionali! Si proprio noi! Ti svegli al mattino e senti il vicino di casa che fa gridi e impreca già alle 7 del mattino, il furgoncino del pane che suona il clacson annunciandosi “PANEEEE”, l’automobilista incazzato alla rotonda del viale Europa che si affaccia al finestrino se gli sbarri la strada esordendo “Cunnutu tu e tutta a to razza”, le file e le attese alle poste, all’agenzia delle entrate, all’ufficio collocamento, gente che vive come può, il caffè al bar che quando incontri un amico minaccia il cameriere “Ou cumpari u cafe di l’amicu mei u pagu jo!!”, le ‘lastime di cristiani”, il taione di Lulli, la Vara, i Buddaci, il mercato allo zir e a Giostra, il calore del meridionale che già a Marzo sta in maniche corte, la mia gente, il sole, il mare, la litoranea, il Pilone, il bicchiere d’acqua gratis al banco del bar, gli autobus che non passano mai, la sfacciataggine dei miei concittadini. Noi del Sud siamo così, modesti, spontanei, umili. Aunni manciunu 5
ponnu manciari puru 6. Quelli della domenica, quelli dell’aggiungi un posto a tavola, quelli che anche a casa di un estraneo ti senti a casa tua. E allora sapete che vi dico? Che mi piace la nostra inferiorità, la nostra inferiorità che vi porta a voi del nord a trascorrere le vacanze da noi in quel di Taormina, nel Salento, ad Ortigia e San Vito lo Capo, a Tropea, sull’Etna e sulla Sila. A Dinnammare, alla Madonna del Tindari e ai laghetti di Marinello, alla Scala dei Turchi e all’isola delle Femmine e mille altri posti meravigliosi. La nostra inferiorità e mediocrità che al mattino ci fa svegliare e anche se ‘semu chini i problemi” al primo che incontriamo gli diciamo “Cumpari tuttu a posto, tiramu a campari, u voi u cafe? ” anche se in tasca abbiamo solo €2, la stessa inferiorità con la quale i meridionali emigrati al nord hanno lasciato la famiglia, gli affetti ed hanno mandato avanti intere aziende. Non sarà perfetto il mio Sud Italia, ma almeno è VERO e non si
dispera se perde la metro pur sapendo che due minuti dopo ce n’è un’altra, non entra in panne se c’è un ospite in più e gli deve “calare 300g di pasta in più” si, 300g per una sola persona in più perché non basta mai la pasta qui al Sud. Mi tengo la nostra inferiorità e la nostra mediocrità e l’abbandono del governo italiano che ci dà in pasto a questi 4 giornali e giornalisti del cazzo che non sanno neppure cos’è il vero giornalismo. Meditate gente e non restate al Sud e in Sicilia per le vacanze solo per quest’estate perché
siamo ancora a rischio contagio, abbiate il coraggio di amare di più la vostra terra! Adesso non importa più dell’hashtag iorestoacasa, quasi alla fine della quarantena invito tutti i miei amici del Sud a dire

iorestoalSud #rivogliamoilregnodelleduesicilie #governoitalianovaffanculo

Ah, e dimenticavo W la nostra inferiorità ! W il Sud ❤️

2 Comments to: Lettera di Simona a Feltri: “Non è inferiorità, ma la generosità che contraddistingue noi del Sud”.

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    Gaetano

    Aprile 26th, 2020

    Mi hai semplicemente commosso. Ti voglio bene. Anzi, visto che sono nonno e me lo posso permettere, ti amo!

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    Eugenia

    Aprile 27th, 2020

    Bravissima, concordo in pieno con tutto il tuo pensiero 👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻

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