AIA Raffineria di Milazzo: l’intervento di Cgil, Cisl e Uil: «Urgente un tavolo istituzionale regionale per rivedere i parametri ed allinearli alle normative nazionali ed europee. Il rischio è l’interruzione dell’attività produttiva»

Messina, 19 febbraio 2020

«Sulla vertenza della Raffineria RAM di Milazzo per l’Autorizzazione Integrata Ambientale è necessaria la convocazione di un tavolo regionale con il Governo siciliano e tutti i soggetti interessati». A dirlo, dopo la presa di posizione del sindaco di Milazzo, sono i segretari generali provinciali di Cgil, Cisl e Uil, Giovanni Mastroeni, Antonino Alibrandi e Ivan Tripodi che ribadiscono la loro richiesta avanzata nell’ultima riunione del tavolo istituzionale.
«Difesa dell’ambiente e sviluppo – sostengono Mastroeni, Alibrandi e Tripodi – possono e devono essere obiettivi comuni e anche la Sicilia deve mettere in campo programmi in linea con quella strategia esistente a livello nazionale, europeo e mondiale. Tutti i progetti, infatti, prevedono una riconversione ambientale del sistema industriale ai vari livelli territoriali da realizzarsi nelle modalità che consentono la scienza e la tecnologia con l’obiettivo di abbattere del 50% il livello di inquinamento oggi esistente».
Per Cgil, Cisl e Uil la normativa regionale decisa nel luglio 2018 è basata su tempi e livelli di inquinamento diversi e penalizzanti per gli apparati industriali siciliani. «Per questo chiediamo la convocazione di un tavolo istituzionale regionale che riveda la normativa siciliana allineandola a quella nazionale ed europea. Se ciò non avverrà sarà concreto il rischio che la Ram, ma anche tutte le Raffinerie siciliane, debbano interrompere l’attività produttiva».
Cgil, Cisl e Uil di Messina faranno di tutto per difendere gli oltre duemila lavoratori dell’area della Ram all’interno di processi di riconversione che possano coniugare ambiente e sviluppo industriale, senza dimenticare le ricadute economiche e sociali sull’intero territorio.

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