Consuntivo ARISME’: M5S “bloccato perché pagati stipendi a dirigente in pensione. De Luca lo sa bene”

L’accesso agli atti del consigliere Paolo Mangano: «Pur essendo in quiescenza ha continuato a percepire dei soldi per poi rinunciare ai compensi quando è stata sollevata la questione»

Messina, 15 dicembre

«Nel bilancio di Arismè sono inserite delle somme per pagare lo stipendio ad un componente del Cda in pensione. Per questa ragione il consuntivo è stato bocciato: circostanza di cui il Sindaco Cateno De Luca è al corrente seppur non ne faccia menzione nei suoi filmati»: così i consiglieri comunali del M5s replicano alle recenti dichiarazioni del primo cittadino, rilasciate in un video.

La vicenda nasce lo scorso 12 novembre, quando i consiglieri comunali del M5s avevano chiesto chiarimenti in Consiglio comunale in merito alla posizione di Giuseppe Aveni, membro del consiglio di amministrazione della partecipata dal settembre del 2018.

«In risposta alle dichiarazioni del sindaco – spiega Paolo Mangano, autore di un accesso agli atti – ci tengo a precisare che il consuntivo che ci fu presentato da De Luca, “assenteista” in quella occasione, vedeva un bilancio di appena 50mila euro, di cui circa 48 solo per emolumenti e spese di gestione. Quello che il primo cittadino non dice è fra i beneficiarti degli stipendi vi era un componente del cda attualmente in pensione, che secondo la legge Madia non avrebbe potuto percepire alcun tipo di retribuzione».

«Di fatto, con la presa visione degli atti, ho scoperto che Arisme ha pagato gli stipendi a questo componente sebbene lo stesso segretario generale, garante legale dell’Aula, abbia ribadito che dovrebbe svolgere il suo ruolo gratuitamente, senza ricevere alcun compenso (inserito nel previsionale). Una volta dimostrata la vicenda, il componente del cda ha rinunciato ai suoi compensi, annunciando la restituzione delle somme corrisposte, ma ciò non toglie che la bocciatura era chiara e inevitabile. Il sindaco – conclude Mangano – ci spieghi come seleziona i componenti delle sue partecipate e come effettua il controllo. Si prenda le sue responsabilità e adotti i provvedimenti del caso, invece di predicare bene e razzolare male come sua consuetudine».

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