FONDI DEI PATTI: SFUMANO LE OCCASIONI PER UN RILANCIO DELL’EDILIZIA!

Messina, 28 gennaio 2019 – Comunicato CISAL-EDILI – Saglimbeni, Paladino

In una provincia in cui le prospettive occupazionali nel settore edile appaiono da anni una chimera, grandi aspettative avevamo riposto nello sviluppo dei progetti del “Patto per la Città Metropolitana di Messina”, sottoscritto in “pompa magna” dal Sindaco Metropolitano Accorinti e dal Presidente del Consiglio Renzi: 332 milioni di euro (ai quali si sarebbero aggiunti quelli di “Agenda urbana” e “Periferie”) che avrebbero dovuto consentire l’avvio di molti cantieri dando una boccata d’ossigeno alla vivibilità del territorio e all’economia di un settore in crisi, rilanciando l’economia locale attraverso un salto di qualità delle infrastrutture. Oggi lo scenario (come peraltro la CISAL aveva preannunciato, vedi articoli allegati) che si sta delineando è quello di un’OCCASIONE SPRECATA: SE LE INIZIATIVE MESSE IN CAMPO DAL SINDACO DE LUCA PER CHIUDERE I BILANCI 2018 E 2019 DELLA CITTA’ METROPOLITANA DI MESSINA NON TROVERANNO LE NECESSARIE SPONDE A ROMA ED A PALERMO, LE RISORSE ANDRANNO PERDUTE DEFINITIVAMENTE.

Già in questi giorni gli uffici competenti di Palazzo dei Leoni hanno formalizzato l’impossibilità di introitare 28 milioni di euro disponibili ed avviare le conseguenti gare per appaltare ed affidare lavori nevralgici per viabilità e scuole: una situazione paradossale che evidenzia la miopia politica dei governi Regionale e Nazionale che, nel nome di una spinta demagogica che non aveva alcuna prospettiva sul fronte del risparmio della spesa pubblica, ha abbandonato le ex province il cui ruolo di programmazione strategico non doveva per alcun motivo essere messo in discussione. E così, mentre la Regione non riesce a trovare 10 milioni per il bilancio della Città Metropolitana di Messina abbandonando di fatto i territori ad un lento declino, il miraggio di un brulicare di cantieri in tutta la provincia rimane sempre più avvolto dalle nebbie e Messina si conferma la città delle occasioni perse, con buona pace delle belle parole dei politici nostrani.

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