
Questa pagina è sempre stata vicina al mondo dell’autismo e delle famiglie di chi ne è coinvolto e prigioniero. E continueremo ad esserlo
Coffee break curato da.. pubblicità a seguire. Grande rispetto per le autorità presenti all’evento, l’ennesimo, tenutosi oggi a Palazzo Zanca, ma quel che manca davvero alle tante parole fin qui spese, quel che non si vede sono i fatti.
Non servono infatti le dichiarazioni, le solite, come quelle dell’assessore alle Politiche sociali Alessandra Calafiore, quando afferma che “Come Tavolo dell’Autismo, lavoreremo in sinergia con le famiglie per creare una rete di supporto sempre più solida, affinché nessuno si senta solo”. Non servono gli incontri autocelebrativi per riempire le pagine della stampa più rilevante, né i selfie pieni di sorrisi ma vuoti di sostanza. Non servono neanche i rendering e gli annunci di “demolizioni” mentre di prime pietre non se ne posano mai.
Ma su un punto concordiamo con l’assessora, laddove dice che “Questa giornata è solo un passo verso un supporto concreto alle persone nello spettro autistico“. Solo un passo. Esattamente. Quella di oggi è un solo, solitario e non consistente passo. Un altro che non dirime, che non risponde, che non risolve. L’ennesimo evento nella città “degli eventi” e non altro.
Non risponde alle esigenze, infatti, apporre una targa sul deserto, quello ancora chiuso dell’ex istituto Marino. Non serve neanche dibattersi a cercare la colpa di chi sia responsabile del nulla di fatto, ma serve muoversi per concretizzare.
Nel frattempo registriamo il silenzio assordante del garante dell’infanzia e adolescenza e di quella per le disabilità.
L’autismo non è un fatto politico, non è un evento sul quale speculare, come qualcuno vorrebbe far credere quando ne scriviamo. Fornire risposte concrete è un dovere dettato da un principio di civiltà che non può perdersi nei meandri della burocrazia e di quel “fancazzismo” portato ad emblema da abbattere nel 2018 proprio da quel sindaco che della lotta alla malamministrazione aveva fatto vessillo, contro quella lenta, quella becera che scarica le proprie colpe sugli altri, che narra storie manipolate pur di non restare con il cerino in mano.
Questa pagina è sempre stata vicina al mondo dell’autismo e delle famiglie di chi ne è coinvolto e prigioniero. E continueremo ad esserlo, in attesa che il Consiglio comunale si svegli e, oltre a presentare il conto a chi ne ha davvero la colpa di un ritardo di ben tre anni, costringa ai fatti chi ne ha la facoltà di determinarli. Che oltre la targa del centro diurno si riempia di contenuti l’interno dell’area dell’ex Istituto Marino. E solo dopo, magari l’ennesimo coffee break offerto da… lo si intesti a Pino Currò che di fatti ne aveva ben concreta consapevolezza.
