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A caccia dei favoreggiatori di Stefano Argentino. La scena tremenda dalle videocamere e la determinante collaborazione dei colleghi della giovane

- 02/04/2025
parialo

Nell’immediatezza dell’aggressione omicida nei confronti di Sara Campanella, Stefano Argentino sarebbe stato aiutato da qualcuno che lo avrebbe aiutato a fuggire dal viale Gazzi. Qualcuno che lo avrebbe atteso o che, magari inconsapevolmente lo potrebbe aver preso a bordo della propria auto trasportandolo alla stazione dalla quale , con un treno, ha poi raggiunto Catania. Ed a Catania qualcuno lo avrebbe atteso alla stazione per condurlo fino a Noto dove si sarebbe nascosto a casa del fratello o nel B&B della madre. Insomma qualcuno avrebbe aiutato Argentino a darsi alla fuga. Così come non sarebbe stato ritrovato il coltello o il taglierino con il quale il collega di Sara l’ha colpita a morte.

Grazie alle tante telecamere di sicurezza che sono orientate in prossimità della scena dell’uccisione di Sara, si vede come Argentino ha atteso e poi seguita a distanza la giovane Sara, per poi raggiungerla e con lei fare un breve tratto di strada, dal distributore fino al punto esatto nel quale ha scatenato la sua furia contro la povera giovane. I due, infatti si vedono passare dietro il gabbiotto del distributore di benzina che si trova sul viale Gazzi. Poco dopo la reazione di Sara che cerca di allontanare Argentino, che cerca di sfuggirgli. In ultimo la scena tremenda di lui che la afferra da dietro e che la colpisce almeno due volte: una al collo, il colpo mortale, ed una alla clavicola. Quando Sara si accascia lui si riavvicina per poi allontanarsi senza fretta, mentre uno dei ragazzi alla fermata del bus cerca di raggiungerlo. Da qui si perdono le tracce di Argentino che sfugge al giovane che lo insegue e che, di certo, non poteva aver continuato la sua fuga a piedi.

Valutazioni che sono all’esame attento della pm Alice Perialò.

carcere polizia