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Basile, l’acqua, il buon padre di famiglia e le domande a cui non risponde. Ma il Comune non è una S.p.A.

- 27/03/2025
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Non si può arrivare ad essere costretti a ricorrere agli esposti in Procura per avere risposte concrete e complete da un Comune.

Il Comune di Messina non è una S.p.a. . Non ha alcun diritto di non rispondere alle domande dei cittadini. Non può neanche glissare o minimizzare. Non può essere “trasparente” a convenienza e non rispondere se non con aspre critiche (se non peggio), o con evidente risentimento, a chi vuol sapere come stanno le cose. E chiede dati certi, numeri e chiarezza. E’ giunto, evidentemente, il momento di rivedere la scala di valori di questa amministrazione che è diversamente percepita dai cittadini.

Non si può arrivare ad essere costretti a ricorrere agli esposti in Procura per avere risposte vere e complete da un Comune. Sia che si tratti dell’acqua, che si tratti dei fondi pubblici, degli alberi di viale Giostra, dei servizi sociali effettivamente resi, del centro diurno per l’autismo, di Fratelli tutti, della disponibilità degli alloggi di transito, o di quant’altro questa amministrazione stia gestendo, ricordiamo, per conto dei cittadini messinesi. Il “buon padre di famiglia” non si sottrae alle domande che chiedono conto e ragione dell’andamento dell’economia e della sicurezza della famiglia di cui è responsabile. E non può diventare necessario che un componente di quella famiglia che si chiama città di Messina, sia costretto a rivolgersi alla Procura con un esposto per conoscere se sta rischiando, e con lui tutti i cittadini, la salute utilizzando acqua non certificata dall’ASP.

COME PUO’ UN ASSESSORE SOSTITUIRSI ALL’ASP? BRIGA. VALEVA LA PENA?

Non si può sentire che un assessore ben pagato del nostro, DEI MESSINESI, si permetta di rispondere “l’acqua è potabile, punto e basta!”. Perché sulla potabilità dell’acqua, della sua salubrità, deve e può certificare solo l’ASP di Messina. La domanda che facemmo allora, quando il Sindaco decise di immettere nella rete idrica quei pochi litri al secondo provenienti dai pozzi di Briga, sulle cui caratteristiche di potabilità non vi era certezza, la facciamo anche adesso: ne valeva la pena?

ATTENDENDO L’ASP

Vogliamo pensare che le analisi dell’ASP, che ad oggi, da allora, non hanno dato alcun risultato ufficiale, certificheranno la potabilità, il che vorrà dire che siamo e siamo stati al sicuro, che nessuno ha messo in pericolo la salute dei messinesi per pochi litri al secondo di acqua in più, nonostante la crisi idrica imperversava in città. Lo speriamo vivamente per il Sindaco Basile, buon padre di famiglia di certo. Perché ricordiamo che quell’acqua di quei pozzi che si mischia a quella del Fiumefreddo e della Santissima, è la stessa acqua che arriva non solo nelle case, ma che alimenta anche le scuole con i nostri bambini, le case residenziali per anziani, gli ospedali. Tutti luoghi dove la fragilità di chi li frequenta li rende facile preda di acqua non sicura. Speriamo nel nostro padre di famiglia, quindi.

parto in acqua
PARTO IN ACQUA