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La Corte di Cassazione boccia la legge sugli appalti della Regione Siciliana

La Corte di Cassazione boccia la legge sugli appalti della Regione Siciliana

 

12 febbraio 2021

La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima la Legge Regionale n. 13 del 19 luglio del 2019 che disciplinava le norme sugli appalti per la Sicilia. Un difetto di competenza, secondo la Suprema Corte che ha accolto l’impugnazione del Consiglio dei Ministri. Il nodo sta sull’impossibilità da parte della Regione per difetto di competenza di poter legiferare sulle regole che disciplinano la concorrenza. Tema sul quale vige invece la giurisdizione dello Stato. Entra così in vigore la normativa statale.

Prendiamo atto della sentenza della Corte Costituzionale – ha detto l’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone – che ricolloca la competenza nella disciplina dei pubblici appalti in capo allo Stato. Sapevamo, quando abbiamo avviato il contenzioso, che il giudizio aveva margini stretti, ma valeva la pena farlo per il merito della questione, nonché nel rispetto dello spirito dello Statuto siciliano. In questo anno e mezzo, la norma voluta da tutte le Associazioni datoriali ha comunque sortito il positivo effetto di comprimere i ribassi praticati dalle imprese. Questo ha portato al beneficio di lavori aggiudicati con un ragionevole utile di impresa, scongiurando il rischio che offerte troppo al limite potessero incidere sulla qualità delle opere. Altro elemento essenziale: sono state espletate circa duecento gare con un contenzioso ridotto praticamente a zero“.

Falcone facendo poi riferimento alle critiche avanzate dai deputati regionali Barbagallo e Cracolici che sottolineano “l’avevamo detto”, ha precisato: “Qualcuno, prima di commentare, dovrebbe studiare o comunque approfondire meglio l’argomento. Il Governo Musumeci, come naturale, darà applicazione al dettato della Corte

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