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Irccs – Neurolesi: CISL FP scrive al DG: “Perché prorogare Bramanti per altri 12 mesi?”

Irccs – Neurolesi: CISL FP scrive al DG: “Perché prorogare Bramanti per altri 12 mesi?”

 

2 febbraio 2021Lettera inviata al DG IRCCS, al Direttore Sanitario, al Direttore Amministrativo e al Direttore Scientifico, da Il Responsabile Organizzativo CISL FP, Giovanna Bicchieri

Il responsabile organizzativo della CISL FP, Giovanna Bicchieri, scrive al direttore generale dell’IRCCS NEUROLESI affinché si faccia chiarezza e si scongiuri un’ulteriore proroga di altri 12 mesi dell’incarico di direttore scientifico al professor Placido Bramanti, che con i suoi 71 anni, secondo la CISL, dovrebbe invece essere stato posto in quiescenza già al compimento del 70esimo anno come prevede la normativa per gli incarichi di dirigente della P.A.:

“Siamo obbligati a segnalare, ancora una volta, le importanti criticità che vivono quotidianamente i lavoratori dell’IRCCS Centro Neurolesi Piemonte, sovente determinate dalle presumibili, incessanti ingerenze della Direzione Scientifica nell’ambito delle attività clinico assistenziali, non solamente presso il P/O Casazza, ma anche nella gestione del P/O Piemonte, dove ben sappiamo che il governo clinico spetta invece al Direttore Sanitario.
La motivazione apparente sarebbe giustificata dall’esigenza di garantire il co-funding dei posti di lavoro, il buon esito della site visit e l’auspicata erogazione dei famosi 91 milioni di euro, che di fatto stanno consentendo al più anziano pensionato d’Italia di rimanere alla guida dell’Irccs Centro Neurolesi di Messina.
A supporto della sua permanenza oltre i limiti dell’età vi sarebbero progetti nuovi, rilancio e nuove opportunità per tutti!

Ma in realtà, ad oggi non ci è dato comprendere a quale rilancio ed investimento si faccia riferimento, visto che al contrario numerose professionalità sono state persino costrette ad andare via dal Neurolesi, disperdendo anni di lavoro dedicato alla ricerca, alla innovazione ed allo sviluppo, sui quali importanti temi certamente la sanità pubblica ha fatto considerevoli investimenti.
Infatti, molti progetti di ricerca si sono bruscamente ed spiegabilmente conclusi, alcuni lavoratori sono stati quasi incoraggiati a dimettersi ( vedi il personale della neurorobotica, i borsisti del bioparco, i lavoratori del progetto macchina dipendenti, e le continue tensioni vissute nelle spoke), per poi avviare nuovi progetti con altro personale, ribadiamo con ulteriore aggravio di spese e costi aggiuntivi per l’ente.
Persino in merito alla stabilizzazione dei precari dell’assistenza, sembrerebbe che il Direttore Scientifico abbia espresso la propria opinione contraria, che rammentiamo non è assolutamente vincolante, ma è impensabile supporre che egli possa, ove ciò rispondesse al vero, opporre il suo veto sulla definizione delle procedure atte alla stabilizzazione di cinque assistenti amministrativi.
Ovviamente, Noi non vogliamo crederci, anche perché questo atteggiamento potrebbe essere cagionato soltanto dalla discrezionalità di “chi” vorrebbe operare altre scelte, ingiustificabili stante che i posti di assistente amministrativo, alla stregua di quelli dei Fisioterapisti e dei Logopedisti, risultano vacanti nella attuale dotazione organica.
Oltretutto, ribadiamo l’opportunità di condividere con la scrivente O.S. tutti i percorsi interni atti alla stabilizzazione dei lavoratori a tempo determinato e con rapporti di lavoro flessibile, nonché la corretta valorizzazione delle risorse umane, che hanno acquisito competenze tali da permettergli di effettuare la mobilità verticale nella categoria immediatamente superiore alla loro(alcuni dipendenti sono stati costretti a lasciare il proprio posto di lavoro per ricoprire incarichi a tempo determinato di Coll. Amministrativo in altre aziende Ospedaliere), in applicazione all’art 22 comma 15 del Dlgs 75/2017, con successiva e conseguente copertura dei posti lasciati vacanti mediante le diverse procedure assunzionali (stabilizzazioni ai sensi del Comma 1 e 2, concorsi etc).
Oltremodo iniqua è, a nostro parere, la decisione di non utilizzare il cospicuo fondo messo a disposizione CISL dal Ministero della Salute per consentire ai borsisti di entrare nella piramide della ricerca, così da iniziare ad immaginare un futuro certo e dignitoso, soprattutto in considerazione dello sforzo compiuto da questi ultimi, che hanno dedicato la propria abilità al progetto della Telemedicina, quasi a costo zero, rispetto agli introiti previsti per ciascun operatore.
E’ solare che alla luce delle innumerevoli questioni che vi abbiamo rappresentato, non capiamo la richiesta di una ulteriore proroga in servizio del Direttore Scientifico di ben 12 mesi, anche perché se le problematiche evidenziate, riferibili alla attuale gestione manageriale dell’Irccs Neurolesi con Il P/O Piemonte, non dovessero trovare una immediata risoluzione, dovremo intraprendere una serie di azioni atte a garantire la tutela dei lavoratori, i posti occupazionali, il rispetto delle regole e dei principi cardine della P.A. in materia di trasparenza, imparzialità e legalità.
Richiesta di proroga, a nostro giudizio, ancora più inspiegabile stante che essa può essere concessa ad un Dirigente della P.A. fino al compimento di 70 anni, per il periodo massimo di un anno e a titolo gratuito, se non fosse che nel caso in specie il Direttore Scientifico di anni ne compirà 72, anno prossimo, con ulteriore proroga fino al 2022, ne compirebbe ben 73!!.
Pertanto, invitiamo Codesto Management ad avocare a se le responsabilità legate all’espletamento della propria funzione, ad assicurare la gestione clinico assistenziale al Direttore Sanitario, a potenziare le specialità Medico /Chirurgiche e Diagnostiche, fondamentali per la nostra comunità mediante l’attribuzione degli incarichi del Comparto (incarichi di coordinamento e di funzione) e della Dirigenza (UOS. UOC, ed UOSD), nonchè a predisporre i concorsi atti a concludere importanti iter nell’ambito della robotica applicata in tutte le aree della chirurgia interventistica, operatoria, e della disciplina riabilitativa.
Questo ci aspettiamo da un Centro di Eccellenza, il cui ideatore ha indubbiamente dei meriti noti a noi tutti, ma che mai hanno costituito un bene personale, semmai dell’ intera cittadinanza, ed è a loro che bisogna restituirlo”.

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