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De Luca ed i soliti poteri forti. Ma il richiamo del Procuratore De Lucia rimane “Giudiziaria comunale contra legem”

De Luca ed i soliti poteri forti. Ma il richiamo del Procuratore De Lucia rimane “Giudiziaria comunale contra legem

 

16 febbraio 2021

Il Sindaco Cateno De Luca dichiara di non voler commentare ma commenta eccome quanto sta accadendo e sulle nubi che si addensano sulla sezione di Polizia Giudiziaria della Polizia Municipale. De Luca evoca ancora i “poteri forti” limitando il “richiamo” del Procuratore De Lucia come diretto solo alle “indagini autonome” e mai comunicate se non a cose fatte alla Procura della Repubblica di Messina, circa la vicenda degli “SCIATORI”.  Eppure il dottor De Lucia, nella sua lettera al Sindaco De Luca, inviata al protocollo del Comune, fa riferimento anche “agli esposti presentati dal Sindaco”. Quindi più di uno. E va anche ricordato che esiste un’indagine della Procura di Reggio Calabria (e non Messina si badi bene) sulla vicenda dei professionisti che rientrarono dalla vacanza sulla neve e che non si sarebbero segnalati all’ASP in quanto provenienti da zone ad alto rischio contagio. 

Ciò di cui abbiamo già scritto, senza tema di smentita, PRIMI TRA TUTTI, il 3 febbraio scorso, evidenzia che De Lucia definisce l’uso contra legem della Polizia Giudiziaria da parte del sindaco . Insomma quasi come se fosse la Polizia personale di una repubblica autonoma.

Il punto di rimprovero o di richiamo, come meglio lo si vuol definire, è relativo alle modalità con le quali la sezione si è mossa: autonomamente e senza avvertire la Procura, pur non facendone parte, la Polizia Giudiziaria del Comune, di quella riconosciuta dal Tribunale, perché acquisita e gestita formalmente con elenchi appositi dalla Procura stessa.

Insomma un pasticcio che è già costato l’avviso di garanzia a lavoratori della sezione rei sono di aver fatto il lavoro che è stato chiesto loro di fare.

Inoltre non sembra che il procuratore avesse lasciato intendere che vi fosse la necessità di chiarimenti attesi dal Sindaco. Tant’è che nella lettera in questione De Lucia conclude con un invito chiaro e perentorio: ” ad adeguare il comportamento della Polizia Municipale di Messina ai canoni di legge richiamati. Agire diversamente, oltre a frustrare le disposizioni in materia di segreto ex art. 339 c.p.p. comporta la violazione delle prerogative funzionali del Procuratore della Repubblica e le competenza della Polizia Giudiziaria” .

Da qui la necessità sentita dal dirigente incaricato della Polizia Municipale, Domenico Signorelli che con nota successiva al 26 gennaio, data della lettera del Procuratore, annuncia che visto che le precedenti note in merito erano state “non riscontrate” dall’amministrazione avrebbe agito in autonomia con determina dirigenziale mediante modifica dell’organigramma e soppressione della Sezione Operativa Polizia Giudiziaria. Un’intenzione subito bloccata dal direttore generale del Comune di Messina, Federico Basile, con la quale quasi richiama Signorelli alle sue responsabilità, come se quanto accaduto potrebbe essere anche e solo colpa sua.

“Nel censurare il comportamento da Lei assunto” scrive Basile “fermo restando le naturali ed autonome prerogative gestionali, sarà cura di questa Direzione individuare una univoca azione finalizzata alla definizione dei processi amministrativi per chiarire le competenze dei ruoli affinché si eviti di ricadere in azioni eccessive e lesive della complessiva attività amministrativa dell’Ente”. 

La battaglia è solo incominciata…

AGGIORNAMENTO – ANSA BATTUTA IERI

La Procura di Messina smentisce notizie di stampa secondo le quali ci sarebbe un’inchiesta sui vigili urbani della città dello Stretto. “E’ destituita di ogni fondamento- scrive in una nota il capo dei pm, il procuratore Maurizio de Lucia – la notizia secondo la quale, in relazione ad accertamenti di polizia giudiziaria non delegati dalla Procura della Repubblica, ‘ci sarebbero parecchi indagati per abuso di ufficio e falso in atto pubblico’ tra i vigili urbani di Messina”. (ANSA).

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