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Sicilia verso la fine del lockdown. Ma quando mai è stato rispettato?

Sicilia verso la fine del lockdown. Ma quando mai è stato rispettato?

 

28 gennaio 2021

La Sicilia verso la fine della zona rossa e di un lockdown che è valso solo per le attività commerciali. Troppa gente in giro e violazioni sistematiche alle misure anti contagio sono le “regolarità” a cui abbiamo assistito in queste settimane di chiusura. Tanta gente in giro, traffico di auto, assembramenti e casi denunciati o segnalati, o, peggio, rimasti ignoti, di positivi al Covid che continuavano normalmente a svolgere le proprie attività o a recarsi a fare la spesa in barba alla salute pubblica. D’altronde se chi è positivo è costretto a recarsi personalmente nei drive in per fare i tamponi di controllo a cosa serve tenere tutto chiuso. Orientamento verso la riapertura è anche quello condiviso dall’amministrazione comunale di Messina, dopo le dichiarazioni di Ruggero Razza ieri in un dibattito in aula all’ARS sulla situazione della pandemia nell’isola.

“Qualche ora ancora e scopriremo se l’indice Rt, come appare dalla riduzione dei contagi in Sicilia, ci permetterà di condividere col governo centrale il possibile declassamento del rischio della regione. Auspichiamo di uscire dalla zona rossa il 31 gennaio“. Razza ha illustrato i dati della  Regione che inducono a un cauto ottimismo: su 10mila abitanti, la Sicilia è al quinto posto per incidenza dei contagi, al 12esimo posto per decessi, settima per tamponi molecolari. Con l’inserimento dei tamponi antigenici, il tasso di positività nell’isola è passato dal 12% al 5%, e oggi è addirittura è sceso al 3,4%. Passaggio questo che però non induce molta tranqiuollità vista l’affidabilità, in molti casi di tali tamponi, rispetto al periodo di incubazione della malattia.

L’assessore ha anche ricordato che fino ad ora sono stati vaccinati 105mila soggetti, e che le “criticità” hanno riguardato un numero modesto di persone. Il riferimento è ai cosiddetti “furbetti” del vaccino nei confronti dei quali la Regione ha adottato il pugno duro, con la rimozione immediata dei responsabili dei centri vaccinali dove sono state somministrate dosi a chi non ne aveva diritto.

Razza ha infine sottolineato che per quanto riguarda l’adeguamento delle strutture ospedaliere la Siciliaè la prima Regione in Italia per cantieri aperti come emerge dal piano diramato dall’ufficio del commissario nazionale per l’emergenza Covid su terapie intensive e sub-intensive“.
    La relazione dell’assessore è stata però contestata dalle opposizioni. Il capogruppo del Pd Giuseppe Lupo l’ha definita “desolante” e priva di risposte concrete. Per il M5s la lotta al Covid in Sicilia è stata una “Caporetto o quasi”.Siamo – dicono i deputati 5 stelle – l’unica zona rossa d’Italia, tra l’altro inspiegabilmente generalizzata in tutta l’isola, col risultato di mettere in ginocchio imprese e commercianti anche nelle aree dove i contagi sono bassi”. A questo proposito stamane si è svolta anche una manifestazione a Catania di ristoratori e operatori del settore per protestare contro la chiusura dei loro esercizi. Per quanto riguarda infine il report giornaliero del Ministero della Salute in Sicilia sono 996 i nuovi positivi al Covid su 29.270 tamponi processati.

L’isola è sesta per contagio dopo Veneto, Lombardia, Lazio, Puglia e Campania. Cala vistosamente il numero degli attualmente positivi: 47.030, con un decremento di quasi 500 casi grazie ai 1.407 guariti. Numeri che lasciano sperare nella fine imminente dell’area rossa in Sicilia

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