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“Patto Madonna delle Lacrime” – De Luca risponde al presidente del Consiglio Comunale Claudio Cardile

5 gennaio 2021

Il Sindaco Cateno De Luca risponde da Fiumedinisi alla replica del Presidente del Consiglio Comunale di Messina, Claudio Cardile, sull’esistenza e sulla validità del da lui stesso definito “Patto della Madonna delle Lacrime”. Un patto di collaborazione tra Sindaco e Consiglio Comunale. 

“Claudio Cardile – scrive Cateno De Luca –  è una brava persona e potrebbe essere anche un buon Presidente del Consiglio comunale se non si facesse tirare dalla giacca da ogni singolo consigliere avendo il difetto di cercare a tutti i costi il “quieto vivere” in un ambiente politico acceso, pieno di passione, contraddizioni e trabocchetti.
Non si spiegherebbe altrimenti il motivo per cui Cardile abbia lasciato che si consumasse una omissione – o violazione – di legge, con la mancata calendarizzazione del dibattito in Consiglio comunale sulla relazione del Sindaco depositata presso la sua segreteria prima il 13 agosto e poi 1 settembre 2020 (la legge dispone che entro 10 giorni dal deposito vada messa in discussione in Consiglio comunale!!!)
Ne’ si potrebbe capire perché il Presidente non intervenga mai per evitare, stoppare o riportare alla verità dei fatti i molteplici attacchi al Sindaco da parte di alcuni consiglieri poco o male informati – oltre a quelli in malafede – sulle vicende o sugli atti di cui discutono. Nella seduta del consiglio comunale del 29 dicembre scorso, per esempio, ha consentito ad un consigliere di mettere in discussione il rapporto di lealtà che ho sempre avuto con il Consiglio, pur essendo consapevole che tale consigliere comunale stava mentendo spudoratamente nel mero intento di provocare una mia reazione che puntualmente e’ arrivata come un vero e proprio ciclone di insulti adeguati al provocatore di professione.
La ricerca del quieto vivere potrebbe anche essere la spiegazione del motivo per cui il buon Cardile non abbia mai preso posizione, né assunto iniziative per porre fine alla meschina pratica dell’astensione usata come voto contrario, tanto cara ad alcuni consiglieri che non intendono onorare il mandato ricevuto dagli elettori evitando di assumersi le responsabilità del ruolo ricoperto.
Ne parlo da oltre due anni ed era un accordo definito nella piattaforma “cambio di passo”: non si può continuare a consentire ai rappresentanti del popolo di celare dietro una “pilatesca” astensione la propria contrarietà all’approvazione di una delibera, della quale magari hanno già approvato numerosi emendamenti, ma al momento del voto finale si decide di non votare astenendosi con l’intento di far prendere agli altri Consigieri comunali la responsabilità dell’approvazione o bocciatura della delibera.
E mi astengo nel profferire parola sulle commissioni consiliari poco utili o sulle assenze strategiche ed improvvise dopo aver fatto maturare il gettone di presenza, facendo venir meno il numero legale sia in commissione che in Consiglio comunale al solo scopo di rallentare o boicottare l’azione amministrativa.
A quanto pare, a disturbare la pace natalizia del presidente Cardile sarebbero state alcune mie dichiarazioni, peraltro non nuove se non per il fatto di averlo in qualche modo tirato in ballo sul reale contenuto della “pace armata” tra giunta e consiglio comunale.
Da qui la sua fatica di replicare e di farlo in fretta, per non rovinarsi anche l’Epifania.
E nella fretta di smentire il Patto della Madonna delle Lacrime, stipulato 1 settembre 2019 e rinnovato 1 settembre 2020, ha dimenticato che – mentre ci trovavamo in quella sede per la consegna di una borsa di studio che per il secondo anno ho il piacere di finanziare a mie spese, con parte della mia indennità di Sindaco – il parroco citato da Cardile, don Giuseppe Di Stefano, ha avuto parole di elogio per questa Amministrazione Comunale e – di conseguenza – ha auspicato una maggiore intesa con il Consiglio anche per il tramite del suo presidente.
Il resto sono battute ed interpretazioni, che non dovrebbero impressionare più di tanto, se non la espressa richiesta del presidente Cardile di non dare peso alle parole in libertà dei singoli consiglieri comunali in quanto alcuni oltre questo non sanno o non intendono fare.
Ho sempre dato atto pubblicamente degli importanti risultati raggiunti anche grazie al lavoro svolto dal Consiglio Comunale. Ho sempre cercato di avere un rapporto costruttivo con tutti i consiglieri e con l’Aula nel suo complesso, ma non l’ho fatto, non lo faccio e non lo farò dando ragione a tutti!
A mio modo di vedere, il rispetto non va confuso con l’ipocrisia. Dirsi in faccia cosa si pensa non è quindi una mancanza di rispetto.
Non amo il quieto vivere a tutti i costi e questo si sapeva!
Non ho il tempo di fare il baby sitter politico, perché sono sempre più gravosi gli impegni quotidiani di palazzo Zanca e Palazzo dei Leoni.
Non Intendo prendere gli ingiusti sputi di alcuni consiglieri comunali, che ormai approfittano sempre più del perbenismo del presidente Cardile che deve decidere una volta per tutte se sta dalla parte della città oppure vuole annichilirsi continuando a svolgere il ruolo di garante di una sola parte facendo saltare il principio cardine del patto della Madonna delle Lacrime”.
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