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Il Presidente Cardile: “Il Sindaco in un tunnel senza uscita”. La fiducia del Consiglio “piano B” a rischio doppio.

Il Presidente Cardile: “Il Sindaco in un tunnel senza uscita”. La fiducia del Consiglio “piano B” a rischio doppio.

27 gennaio 2021

Un detto antico dice “la cera squaglia” ad indicare l’inesorabile scorrere del tempo. Il tempo che scorre è quello che manca perché il Sindaco di Messina, Cateno De Luca possa ritirare la sua lettera di dimissioni. Può farlo in qualsiasi momento, ma il problema è salvare la faccia.

Nessun Paolo La Paglia si è dimesso e probabilmente lo farà o verrà rimosso, così il nemico di questa “stagione” non è stato abbattuto, quindi non rimarrebbe che ammettere la sconfitta e per il bene di Messina stracciare quella lettera proposta e prodotta solo dallo stesso De Luca. Nessuno, in fondo, l’ha mai chiesta la sua testa: è stato lui stesso a porla sul ceppo e adesso stenta a ritirarla come vorrebbe, cioè alzandola e con un segno di vittoria. I tanti fan del sindaco però si attendono un finale da colpo di scena e che lo veda vittorioso, e lui stesso vorrebbe che fosse almeno con il segno positivo. Eventualità che urge una via d’uscita, un piano B. 

Negli ultimi giorni il Sindaco – scrive in una sua nota stampa di ieri il Presidente del Consiglio Comunale Claudio Cardile –  sta vistosamente e chiaramente dimostrando che gli sta cedendo il terreno sotto ai piedi. Si è infilato in un tunnel senza uscita, tentando, con un ultimo sussulto, di voler attribuire al Consiglio Comunale delle colpe che non ha e storpiando la realtà con dei modi molto eleganti che gli si addicono indubbiamente. Pertanto, sono costretto ancora una volta a dover ristabilire la realtà vera delle cose e non quella veicolata dal signor Sindaco attraverso i social network che stanno riducendo la Politica ad una farsa continua, tra l’altro aizzando i cittadini in maniera pericolosa contro il nemico di turno. In un momento in cui tutti auspicheremmo tranquillità e serenità, gli atteggiamenti del Primo Cittadino indirizzano su tutt’altra strada“.

Ma qual è il piano “B” del Sindaco? Da giorni Cateno De Luca ha cambiato obiettivo per i suoi strali ed i suoi insulti prendendo di mira il Consiglio Comunale, seppur mai perdendo di vista il direttore generale dell’ASP di Messina, Paolo La Paglia, che per lui rimane “il male assoluto”.

“Asini volanti” li ha definiti alcuni consiglieri, seppur senza fare nomi diretti, dando, però, sempre un colpo al cerchio ed uno alla botte: “Con Gennaro abbiamo litigato ma abbiamo fatto pace. Ma la colpa è del Presidente del ‘coniglio’ ” ha detto oggi, irrispettosamente, in una sua ennesima diretta.

Il Consiglio comunale non mi mette in condizione di lavorare, pertanto vedremo se si potrà andare avanti a queste condizioni” ha anche detto, preparando la strada, evidentemente, per una seconda “cambio di passo” con la votazione della fiducia o meno nei suoi confronti da parte dei consiglieri. “Non tutti i consiglieri sono asini volanti: ringrazio Pergolizzi, Cipolla, Giannetto, Serra per il sostegno e per la mozione ‘O me o La Paglia’ ” ripete da giorni. Ed è proprio la mozione del consigliere Pergolizzi la via d’uscita o meglio il piano B che il Sindaco probabilmente sta imboccando per poter uscire dal tunnel in cui si è infilato. Il Sindaco chiama irresponsabile il Consiglio Comunale “che perde tempo in babbiu invece di votare il bilancio”. Ma il Presidente Cardile chiarisce che “in merito al Bilancio di Previsione 2021-2023 è opportuno chiarire che la proposta era stata notificata alla Presidenza solo la scorsa settimana ed era carente dal Piano Triennale delle OO.PP. (delibera propedeutica al bilancio stesso). Detto piano è stato notificato alla Presidenza soltanto alla fine della scorsa settimana per poi essere ritirato dal Direttore Generale il lunedì mattina stesso in quanto, a seguito di un parere del Segretario Generale, è stato chiarito che, essendo contenuto nel DUP (documento unico di programmazione), non è necessario adottarlo prima del Bilancio stesso. Pertanto, si è iniziata la discussione sul bilancio nella commissione competente. È evidente dunque che non vi è alcuna intenzione di rallentare sulla trattazione del Bilancio (che ci è stato notificato da meno di una settimana). Dunque sono incomprensibili le esternazioni del Sindaco“. 

Resta quindi il problema: come se ne esce? Come annullare le dimissioni? Se il Consiglio Comunale, di “asini volanti”, come dice il Sindaco, dovesse accordargli la fiducia allora De Luca potrebbe sfilare la testa dal ceppo in extremis e dichiararsi “mezzo vincitore” : “Il Consiglio mi vuole ed allora per il bene della città non mi dimetterò”. Una possibilità non molto concreta a dire il vero, tant’è che il numero dei consiglieri che in questo momento gliela accorderebbe è fortemente limitato ed insufficiente a permettergli di ottenere la fiducia formale necessaria.

Cinque consiglieri certamente, massimo dieci con i pavidi della poltrona, ma non di più la voterebbero. Ed allora che fare? Il tempo passa e manca una sola settimana all’irrevocabilità delle sue dimissioni, mentre l’ASP continua ad avere in sella un sempre più discutibile direttore generale, mentre il Consiglio comunale continua ad essere sempre più insultato e non promette niente di buono.

Intanto De Luca, non demorde ed ha mobilitato da qualche giorno l’alfiere Danilo Lo Giudice che da deputato regionale ha sferrato oggi l’attacco ai fianchi al Presidente Musumeci ed all’assessore alla Salute Ruggero Razza illustrando quello che per le disfunzionalità dell’ASP ha chiamato “caso Messina”. Un ultimo tentativo di raggiungere l’obiettivo primario di Cateno De Luca: la testa del manager dell’ASP di Messina. Nel mentre si prepara il Consiglio per lunedì per decretare se i consiglieri si “fidano” o meno di chi li ha chiamati “asini”. Ultime chance, mentre la cera intanto squaglia e la finestra dalla quale poter rientrare si chiude.

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