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Attacco alla US – DEM – Un italo-americano alla guida dell’assalto al Congresso. Trump impara che la folla non è un’arma “facile”

Attacco alla US – DEM – Un italo-americano alla guida dell’assalto al Congresso. Trump impara che la folla non è un’arma “facile”

 

7 gennaio 2021

Il suo nome è Jack Angeli ed è un italo americano. E’ l’uomo che ha guidato il corteo di facinorosi pro Trump che hanno fatto irruzione all’interno del Palazzo del Congresso degli Stati Uniti d’America. Vestito con una pelliccia ed un copricapo con le corna, Jack “lo sciamano” come si fa chiamare, 32 anni, bandiera americana in mano, viso dipinto con i colori del vessillo Usa, è stato uno dei leader che ha guidato l’assalto a Capitol Hill. E’ un seguace di QAnon, la teoria del complotto secondo cui i poteri occulti di un Deep State hanno tentato in tutti i modi di rovesciare il potere di Donald Trump. 

Una pagina vergognosa quella scritta ieri in America, che è il polso di una crisi non solo economica ma anche culturale degli Stati Uniti, dove teorie del complottismo e rabbia dilagano. Fatti impensabili nella patria dell’opportunità e della democrazia, che hanno gettato nello sconcerto tantissimi americani, e con loro gran parte dei capi di Stato del mondo, altri invece per un attimo hanno magari gioito per quello che per molti versi somigliava ad un vero e proprio colpo di stato alla Eltsin maniera. Trump però ha imparato che la massa non è pilotabile come credeva e che è facile che sfugga di mano, diventando un boomerang formidabile per chi credeva di poterla manovrare. Certo è che eventi come quelli di ieri segneranno indelebilmente la storia degli Stati Uniti d’America.

“La storia ricorderà a ragione la violenza di oggi al Campidoglio, incitata da un presidente in carica che ha continuato a mentire senza fondamento sul risultato di un’elezione legittima, come un momento di grande disonore e vergogna per la nostra nazione. Ma ci staremmo prendendo in giro se la considerassimo una totale sorpresa”. Lo scrive in una nota l’ex presidente degli Stati Uniti, Barack Obama.

“Per due mesi un partito politico e il sistema mediatico che lo accompagnava non ha spesso voluto dire ai suoi seguaci la verità – che questa non era un’elezione particolarmente sul filo di lana e che ci sarà l’inaugurazione di Joe Biden il 20 gennaio”, prosegue Obama. 

Questa narrazione di fantasia si è allontanata sempre più dalla realtà ed è costruita sulla semina di anni di risentimento. Ora ne stiamo vedendo le conseguenze, avvolte in un violento crescendo”, conclude.

Anche l’ex segretario di Stato, Hillary Clinton ha commentato su Twitter: “Terroristi interni hanno attaccato un fondamento della nostra democrazia: il pacifico trasferimento di potere in seguito a elezioni libere. Dobbiamo ristabilire il dominio della legge e ritenerli responsabili”, aggiunge “la democrazia è fragile. I nostri leader devono rispettare la loro responsabilità di proteggerla”.

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