156 views 8 min 0 Comment

DE LUCA LEGGE LE SUE DIMISSIONI ancora non protocollate: “O io o La Paglia. Vi do 20 giorni”

- 14/01/2021
WhatsApp Image 2021 01 14 at 21.14.20

14 gennaio 2021

Una diretta iniziata in ritardo per problemi tecnici ma che inanella subito circa 20 mila spettatori, numeri che non c’erano da un po’ alle dirette facebook del Sindaco Cateno De Luca. Appena iniziata De Luca appare abbattuto e sofferente, ma poi si riprende, con lo smalto di sempre ed attacca a testa bassa chi lo ha criticato, chi lo ha attaccato a sua volta .

Una diretta lunghissima che ha trattato tanti argomenti e la storia della sua ordinanza ritirata ma che ha annunciato che ripresenterà. Dimissioni? Lettera che verrà protocollata, perché ancora non lo era, ma che ha annunciato che ritirerà solo se La Paglia, i nemico da abbattere per De Luca, verrà rimosso. Il procedimento di dimissioni richiede 20 giorni, dice De Luca, così se non ci saranno le dimissioni o la rimozione di La Paglia, direttore generale ASP di Messina entro questo periodo, quelle del Sindaco diventeranno esecutive. Un trasferimento di responsabilità di una città senza guida in piena epidemia, direttamente alla Regione Siciliana.

Ma andiamo alla cronistoria della diretta:

La data e l’orario del consiglio comunale di martedì con me non è stata concordata. Ennesima imboscata in questo momento delicato usato per continuare a falcidiare la mia persona. Show di alcuni consiglieri comunali. Io non mi sono mai sottratto al confronto. Ricordo che questo Consiglio non ha ancora discusso la mia relazione sul mio operato presentata ad agosto

Matteo Campanella, il commerciante del video a me dedicato, domani sarà identificato dalla Polizia Giudiziaria e verrà denunciato. Il suo video ha sollecitato minacce nei miei confronti“.

Ho pianto vedendo i commenti e l’odio nei miei confronti, ma soprattutto per i ben 8 morti di Covid del giorno della mia ultima diretta. Ho piano sapendo della morte di un cinquantenne, uno sportivo, stroncato da una crisi respiratoria“.

IL MOMENTO DI TOGLIERSI LE PIETRE DALLA SCARPA

De Luca cita tra i post contro di lui quello dell’ex deputato regionale Franco De Domenico: “Grazie Franco De Domenico perché con questo post ha dimostrato chi comandava a Messina, tu ed i tuoi sodali. So che sarai prossimo contendente a candidato a Sindaco. Ti aspetto“. Il Sindaco cita anche negativamente Rosaria Brancato, direttore di Tempostretto, solo per aver postato un commento a margine. Un commento che non giustifica un attacco che diventa attacco alla libertà di espressione individuale. “Questa è la terzietà della stampa” ha detto De Luca, non distendendo certamente un clima già teso proprio con chi esercita la professione, difficile, di giornalista.

Altro post che ha citato De Luca è quello di un sindacalista, Michele Barresi: “Lo ringrazio per aver citato Fiumedinisi, anche se ci definisce villani. Ma Barresi se verrà a Fiumedinisi verrà accolto come merita“.

SULL’ASP E CROCE

La Sicilia non vuole asini volanti alla guida delle ASP. Non vuole essere soffocato da chi agisce con fare mafioso con la delegittimazione dell’avversario. Ferdinando Croce dovrebbe essere l’altro mio avversario nelle prossime elezioni comunali. Non gli consento in questo momento di fare il depistatore. Oggi ci depista asserendo di essere fiducioso sull’ordinanza dei rifiuti perché l’ordinanza 2/Rif prevede che il servizio sia sostenuto dal Comune, peccato che Messina Servizi abbia avuto solo ieri l’elenco delle utenze A1, mentre per la categoria A abbiamo detto all’ASP che bisogna fare il contratto. Pertanto i cittadini rimangono ancora assaliti dalla spazzatura“. 

“Oggi ho presentato alla Procura della Repubblica l’ennesimo esposto per le dichiarazioni del direttore generale dell’ASP Paolo La Paglia. la dichiarazione è quella di dicembre dove si parlava di un appalto di 7 milioni di euro accostando il mio nome a questa operazione, giustificando di essere sotto assedio per questi fatti. L’ho denunciato per calunnia”. 

“Perché nessun deputato ha posto la questione di La Paglia? Perché lui sa vivere. Io ho iniziato questa crociata ad ottobre: portatemi un atto promosso da un deputato nazionale o regionale? Non ce n’è. E come mai? I mafiosi sono omertosi, ti delegittimano, ed al momento opportuno ti sparano. Comportamenti che rasentano la mafiosità politica e me ne prendo la responsabilità di quello che dico. Non è politica chiedere il numero dei posti letto. Nonostante l’immobilismo politico a tutti i livelli io ho continuato la mia battaglia. Quando ho chiesto la lista degli sciatori di Messina nella prima ondata non posso dirvi cosa ho subito. Non ho potuto rendere noti gli elenchi. ma l’indagine è in corso.”

“Non riusciamo ancora ad avere la relazione del Comitato tecnico Scientifico della Regione. Abbiamo fatto oggi l’ennesima richiesta. Musumeci detto Nello facci avere questa relazione o verrò a cercarti senza se e senza ma, fosse l’ultima cosa che farò da vivo.”.

Poi Cateno de Luca mostra un indirizzo mail ed un cellulare a cui ha chiesto che vengano inviate tutte le criticità che derivano dall’ASP e dalla gestione dell’emergenza Covid.

LE DIMISSIONI

Queste mie dimissioni sono l’inevitabile epilogo di una battaglia contro tutti. Questa non è una trovata pubblicitaria, pertanto non rilascerò interviste per i prossimi 20 giorni. Parlerò solo attraverso la mia pagina facebook e solo attraverso le dirette. Non voglio dare segnali che io voglia approfittare della situazione. Questa è una battaglia contro la mala sanità messinese e siciliana. Chi tocca questi ambienti che valgono 9 miliardi di euro l’anno, non è detto che faccia una bella fine. E’ una battaglia contro i muri di gomma sui quali sono rimbalzati i nostri appelli e le nostre denunce. Queste non rimbalzeranno e faranno il loro corso. I sacrifici ai cittadini sono stati chiesti per scongiurare il dilagare dell’epidemia ed i morti. Il nostro tasso di mortalità sta aumentando. Tutto questo sangue non ricadrà su di me. Andare avanti così non serve a combattere il virus. IO ho una coscienza che me lo impedisce di fregarmene”. E’ così che il sindaco da lettura della sua lettera di dimissioni, ancora non protocollata.

“Da domani scatta il conto alla rovescia: servono 20 giorni perché sia esecutiva la mia lettera e non potrà più essere revocata”. Un ultimatum che chiede la testa di Paolo la Paglia, pena le sue dimissioni da Sindaco.

WhatsApp Image 2021 01 14 at 19.41.41