La Sicilia in tempo reale

 

QUELL’AURORA BOREALE NEL CIELO DI SICILIA, A CREARE LA MAGIA DEL GIORNO PIU’ SPECIALE

Il giardino d’Inverno era terso di una luce quasi cinematografica. I toni dell’aurora boreale si confondevano fino ad esplodere. L’effetto ottico delle luci sembrava ricreare i cieli d’Alaska nelle notti più ispirate, degni dei migliori cacciatori “d’archi”.

Quando le luci si spensero e la grande sala delle feste restò appesa alle luci soffuse delle candele, una canzone romantica scandì l’arrivo degli sposi. Un applauso spezzò il silenzio accompagnato solo dal brano romantico scelto dalla coppia, poi l’inizio delle danze.
Ma andiamo con ordine.

EMANUELA E ANDREA. L’amore maturo di due ragazzi temprati da una vita ricca, appassionata. Il colpo di fulmine in un ascensore, poi le sensazioni divenute certezze, consolidate dalla promessa che fosse per sempre. Emanuela mi ha dato indicazioni precise. Immaginava il suo matrimonio come una bolla nei paesaggi del profondo nord, immersa nella magia della più bella delle aurore boreali. Abruzzese dalla tempra delle donne tutte d’un pezzo, ci teneva che fosse reso omaggio alla tradizione della sua terra. Ho cercato allora di ricreare l’immaginario di un mondo quasi irreale che mantenesse al tempo stesso i dogmi sacri delle antiche promesse nuziali.

QUEL Sì NELL’ENTROTERRA SICULO. Dopo aver rimandato la data a causa delle restrizioni legate al Covid, Emanuela ed Andrea si sono sposati lo scorso 10 ottobre in una chiesetta di San Basilio, frazione di Novara di Sicilia. Come al solito l’intera organizzazione è partita dall’abito della sposa. Rimasi molto colpita dalla bellezza del vestito. Una sirena nude ricoperta di pizzo che esaltava le linee di un fisico da ammirare. Elegante, perfettamente legato ai tratti e ai lineamenti di colei che l’avrebbe indossato. Esprimeva una personalità decisa, una sicurezza d’essere ed un gusto estetico dalla forte femminilità.

L’ALLESTIMENTO DELLA SCENA NUZIALE. Dalla chiesa partiva il fil rouge che avrebbe segnato il wedding mood. Composizioni floreali protagoniste della scena a riproporre i colori dell’aurora boreale. Ortensie verdi, azzurre, bluette, fucsia, Lisianthus e Rose cipria, bianche e rosa. L’allestimento si serviva di vasi in vetro sull’altare e bianchi a impero a dominare l’ingresso. Scalinata ricoperta da un tappeto bianco, accompagnato da file di fiori a rievocare il thème dell’altare. Le damigelle davano un tocco magico alla scena. Quattro splendide, giovanissime ragazze vestite di blu, con un bouquet in miniatura che richiamava quello ben più importante della sposa.

IL BOUQUET E LA TRADIZIONE ONORATA. Un bouquet ricco di colori, di stravaganza e innocenza allo stesso tempo. Un colpo d’occhio vincente, a dare tono e dinamismo all’eleganza del quadro nuziale. Foglie e rametti di Eucaliptus, Lisianthus violet con un tocco di glicine. E poi ancora ortensie rosa cipria, verdi e violet. Bellissimo. E vi dirò, reso ancora più suggestivo dallo scambio avvenuto in chiesa tra la sposa e la mamma dello sposo. Questa è una tradizione che, purtroppo, nel corso degli anni, abbiamo perso. Ci tenevo fortemente che fosse mantenuta. Emanuela e Andrea accolsero con entusiasmo l’idea dell’antica usanza.

 

IL SALONE DELLE FESTE E DELL’AURORA.
Luci, scintillii, giochi cromatici. Il “Giardino D’Inverno” era un esplosione di colori. Avevo allestito la sala cercando di creare uno spazio dalla percezione infinita, come lo è il cielo. Gli specchi si alternavano ai cristalli. Le candele illuminavano i cilindri in vetro e davano luce alle composizioni di ortensie azzurro polvere, rosa e bluette. E poi la struttura luminosa ricca, ricchissima, a fare da contorno alla stanza e offuscare le pareti, come fossimo immersi nell’aurora. Ne venne fuori un ambiente esclusivo, elegante, chic. E mentre la musica intratteneva gli invitati concessi alle danze, le portate raggiungevano i tavoli raccontando un menu che rispettasse la cucina sicula e la tradizione abruzzese al tempo stesso.

QUALE MIGLIOR FINALE DELLA COMMOZIONE NELLE PAROLE DI UN AMICO, SCRITTE CON AMORE? Vorrei concludere questo affascinante viaggio nel giorno speciale di Emanuela e Andrea riportando alla mente uno dei momenti più emozionanti di quel giorno.
Uno dei testimoni di nozze, caro amico degli sposi, in accordo con la band, catturò l’attenzione della sala facendo leggere una lettera scritta per la coppia. Raccontò come il suo amico Andrea rimase disarmato di fronte all’amore che aveva scoperto nutrire per Emanuela, di come fu disposto con emozione ed entusiasmo a cambiare le regole della sua vita per starle accanto, lontano dalla sua terra. Si disse orgoglioso di come quell’amico a lui tanto caro, scelse la strada del cuore senza alcuna esitazione.

Camminavo lungo il salone e mi guardavo intorno ammirata. La parte migliore del mio lavoro è ritrovarmi immersa nel quadro che io stessa ho dipinto e sentire che non avrebbe potuto, né dovuto essere diverso da così. Sapere che di tutte le migliaia di soluzioni che avrei potuto scegliere, quella messa in opera è l’unica realmente adatta al momento, agli sposi, al loro matrimonio perfetto. Il matrimonio dell’aurora boreale, del magenta e dell’azzurro, dei cristalli che riflettevano i colori. Degli affetti sinceri, degli amici veri. Del sacrificio, delle tradizioni. Più di tutto. Un matrimonio pieno d’amore.

Virginia Mòllica

Credit: Mirko Sergi

Share Post
No comments

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: