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Famiglia in isolamento: il 118 “Chiami solo se rischio vita. Nessun posto in ospedale a Messina”. Abbiamo sprecato l’estate!

“Ho chiamato il 118 x sapere intanto cosa fare ed è qui che scatta la mia rabbia riguardo la notizia che sta diffondendo il Policlinico!! Il tizio del 118 mi ha detto espressamente di non chiamarli se non proprio in caso di transizione tra la vita e la morte, mi ha detto che le terapie intensive sono collassate, che se gli avessi fatto portare mio marito non si sapeva in quale ospedale della provincia sarebbe finito..”

Siamo in emergenza sanitaria? Sembrerebbe di si, almeno in base a quanto raccontano i messaggi ben circostanziati che arrivano in redazione. Storie di famiglie in cui c’è un componente positivo al Covid e con gli altri congiunti che si barricano in casa, giustamente, ponendosi in autoisolamento fiduciario ma che si scoprono abbandonati.

La struttura dell’assistenza sanitaria di prossimità non funziona o funziona male o, ancora, è al collasso.

La verità è che abbiamo sprecato l’estate, convinti che magari per il solo fatto che non se ne parlasse il Coronavirus era scomparso, così magicamente. Ed invece ecco che la seconda ondata ci ha prepotentemente risvegliati, scoprendoci non pronti. Non abbiamo imparato nulla ed il numero dei posti letto non è aumentato a sufficienza, il personale medico è di parecchio al di sotto del necessario. Insomma stiamo peggio della prima ondata.

Ciò che racconta il messaggio che abbiamo ricevuto ieri è uno spaccato disperato e devastante di ciò che le famiglie “covid” come si è autodefinita quella che racconta, si devono attendere? Sanità, Università, assessorato regionale ed Asp raccontano un’altra realtà che li autoassolve ma questa autoassoluzione sa più di politichese che di sanità sul campo.

Qualcosa deve cambiare, altrimenti i morti da soli in casa potrebbero essere molti di più di quelli della prima ondata, molti di più di quelli degli ospedali, peraltro non censiti in modo immediato. Esiste un’emergenza sanitaria ed assistenziale domiciliare a Messina? Se il 118 afferma “ci chiami solo se c’è rischio vita in quanto negli ospedali non c’è posto” e Messina Social City risponde che per il servizio domiciliare “il Sindaco non ha dato disposizione di ripartire”, allora molto probabilmente il problema c’è e deve essere risolto prima che sia troppo tardi.

Salve,

questa mia lettera non sarà sicuramente una lettera istituzionale e non lo sarà neanche nella forma perché la sto scrivendo col cuore in mano!

Oggi pomeriggio leggevo su una testata giornalistica online, un articolo che voleva far chiarezza…. sulla situazione dei posti letto Covid e NON del Policlinico di Messina. Leggendolo, istintivamente ho pensato che fosse una grandissima bugia, ma poi o riflettuto razionalmente e mi sono chiesta, perché sarebbe dovuta esserlo? Bene! Allora qualcosa non va, mi son detta!

Stiamo vivendo una bruttissima situazione, mio marito è malato covid con sintomi seri.. Avete presente quello che dicono in TV? Bene quelli!!! Ed io con i bimbi nella stessa casa, in attesa di tampone! Chissà se mai verrà qualcuno a farceli! Ma io, da cittadina ONESTA e con profondo SENSO CIVICO ho fatto scattare il protocollo, ho denunciato la situazione, e l’auto quarantena. Perché non dovrebbero venire? Perché NON FUNZIONA NULLA IN QUESTA CITTÀ!

Così i sintomi di mio marito si accentuano nel pomeriggio di ieri, esasperata chiamo il 118 intanto per avere delle informazioni, un supporto sperando che dall’ altra parte mi risponda una voce UMANA!! Nulla di tutto ciò! Dopo aver spiegato la situazione, il tizio, o alieno, (questo devo ancora capirlo) mi dice di stare calma, di pensare che come me ci sono centinaia e centinaia di casi in città, di temporeggiare (come se lui fosse qui a casa mia ed avesse in mano la situazione) poiché TUTTI GLI OSPEDALI DELLA CITTÀ sono al collasso, non ci sono più posti in terapia intensiva, x cui se io avessi deciso di chiamare loro non sapevano in quale ospedale della provincia avrebbero portato mio marito! ” se lo tenga in casa più che può, se proprio vede che peggiora ci chiama ma le ribadisco chissà dove lo portiamo”!

Potrei chiudere qui il mio racconto e dire a voi di trarne le conclusioni, ma se non vivi non puoi neanche immaginare lo sgomento, la disperazione, la rabbia che ti assale! Sono uscita devastata da questa telefonata, con un senso di impotenza verso mio marito e i miei figli che non auguro a nessuno! Per fortuna, ho preso un bel respiro, e mi sono trasformata in roccia… Nonostante io non sappia con certezza di aver contratto il virus, ho assistito mio marito, e facendo un giro di telefonate tra medico di famiglia e medici amici…sono riuscita in un certo qual modo a stabilizzarlo! Quando mi ritrovo a leggere quell’articolo, quindi, mi rendo conto che qualcosa non torna!

Cosa sarà? Semplice: incompetenza e assenza di dialogo, di chiarimenti, di correttezza, di professionalità e UMANITÀ! Penso anche che il tizio del 118 per dirmi quelle cose (sapendo tra l’ altro che la telefonata viene registrata) ne fosse autorizzato, perché è impensabile (o forse non voglio crederlo) che mi dicesse tutto quello con una convinzione disarmante! Ma qualsiasi autorità gli avessero conferito, comunque umanamente il tizio fa acqua da tutte le parti.. Beh questo è un altro discorso!

Alla luce di tutto ciò, quindi se avessi fatto portare mio marito via con l’ ambulanza un posticino x lui c’ era!!! Ah! Avevo sentito male! Che rinco che sono! Spesso capisco cavoli per Cappuccio! Ma non finisce qui…

Come molti di voi non sapranno, una famiglia covid (è così che mi definisco) deve contattare la protezione civile per lo smaltimento dei rifiuti, perché anche in questo siamo “speciali”! E qui una nota positiva! La signora che mi risponde gentilmente pur non essendo un’ addetta del servizio mi inoltra la segnalazione e mi da anche un numero di una certa cooperativa nota come social city. Nella speranza che la mia casa non venga sommersa dai pannolini, e rifiuti, ringrazio con affetto la signora per la sua disponibilità e gentilezza e chiamo questa cooperativa per capire che servizio offrono. La signora che mi risponde, mi dice di “andare su internet e cercarmi le farmacie e i supermercati” che fanno servizio a domicilio poiché allo stato attuale non hanno avuta da parte del Sindaco nessuna disposizione a far ripartire il servizio! È qui, che con la mia spontaneità ingenua, dico che io per fortuna ho una meravigliosa famiglia e degli amici straordinari che mi aiutano a non far mancare nulla a noi “famiglia covid”, ma chi come me si ritrova in questa situazione e non ha nessuno?? Non posso minimamente pensare che ci siano persone lasciate da sole e abbandonate a se stesse! E invece devo pensarlo perché allo stato attuale è così!! Il Comune di Messina, o meglio il nostro carissimo Sindaco non ha ancora dato nessuna disposizione!

Non sono voluta andare oltre, perché conosco bene la mia spontaneità fin dove può arrivare e riattacco più perplessa di prima! Una cosa è certa, non mi sarei mai aspettata di dover vivere questo incubo, perché è un vero Incubo, ma ancor di più tastare con mano e sulla nostra pelle questa profonda disorganizzazione! Che sia chiaro, non voglio fare allarmismo ma non siamo TUTELATI da nessuno, nessun ambiente è sicuro, soprattutto scuole, uffici e supermercati.

Perdendo la tracciabilitá dei casi, tutto è diventato come una gran matassa difficile da sbrogliare, palle che rimbalzano da un’ ente all’ altra e per finire ciò che rispecchia la nostra terra :l ‘omertà di nascondere!!! Come se un malato di covid fosse un malavitoso, un’ appestato…. E no! Un malato di covid è comunque un guerriero perché lotta fino allo sfinimento per riprendersi in mano la sua vita e quella di chi ama!!!!!”
LETTERA FIRMATA

 

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