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Covid e giustizia: boom di contagi per le udienze accavallate

Epidemia e giustizia, la mancanza di un piano unitario nazionale dell’emergenza sanitaria, che l’Organismo Congressuale ha più volte invocato, inevitabilmente sta favorendo la diffusione del contagio.

Lo segnala il Coordinatore dell’OCF Giovanni Malinconico, che ha inviato una comunicazione urgente al Capo dello Stato Mattarella in quanto Presidente del CSM, al Ministro della Giustizia Bonafede e ai Consigli Giudiziari, spiegando che “stiamo ricevendo innumerevoli segnalazioni dai colleghi, secondo cui nella gran parte dei Tribunali Italiani quotidianamente si verificano assembramenti dovuti alla cattiva prassi di non scaglionare le udienze”.

Questo dipende in parte dalla organizzazione generale dei singoli uffici, ma soprattutto dalle condotte di singoli magistrati che strutturano il ruolo di udienza senza curarsi delle conseguenze. “Il risultato è l’accesso in contemporanea di un numero incontrollato di persone negli uffici giudiziari e l’ingestibilità delle udienze in compresenza fisica che, per contro, costituiscono comunque una modalità ampiamente praticata in modo sicuro, sebbene con comprensibili difficoltà e i disagi, negli Uffici in cui si agisce in modo virtuoso”.

Ma da questa prassi è derivato, in numerosi centri italiani, una significativa diffusione del contagio tra Avvocati, Magistrati, personale di cancelleria e utenti della Giustizia. 

Per questo l’Organismo Congressuale Forense ribadisce la necessità che si intervenga immediatamente con un piano nazionale dell’emergenza che consenta di ristabilire nei Tribunali Italiani misure organizzative uniformi su ruoli di udienza e fasce orarie.

La questione riveste carattere di prioritaria urgenza, date le gravissime conseguenze che le prassi denunciate stanno producendo.

“L’Organismo Congressuale Forense non potrà assistere inerte al drammatico evolversi degli eventi – conclude Malinconico – e assumerà tutte le iniziative idonee a contrastare il fenomeno, anche in sede giudiziaria”.

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