Sindaco contro smart working e vigili: CSA “L’ onore ed il rischio di indossare una divisa”

Nota stampa di Gaetano Giordano CSA

Un giorno, un serale o un notturno qualsiasi, sai quando inizi il turno ma non sai mai quando lo finisci e se torni a casa vivo, ferito o mai più…
Durante il turno ti può succedere di tutto, puoi essere chiamato dalla centrale operativa ad intervenire per la qualsiasi cosa, da quella più stupida a quella più complessa, a quella più impegnativa, a quella più seria e pericolosa. Ti puoi imbattere con le più disparate persone, delinquenti, malati di mente, furbi, maleducati, esaltati, ubriachi, drogati, infettati, malintenzionati, malavitosi in cerca di armi e per fortuna anche con la brava gente, la stessa che ti da’ quella carica giusta per continuare a spenderti per la collettività sana onorando la divisa che indossi. Oggi come oggi, chi indossa una divisa di polizia municipale si può definire un eroe perché rappresenta il primo baluardo, la prima barriera posta a protezione della gente per bene e delle istituzioni, è colui o colei che subisce tutte le proteste e le lamentele dei cittadini ed a volte purtroppo anche dal primo cittadino, è l’anello di congiunzione con le istituzioni i cui vertici dovrebbero fungere da collante.
Questo delicatissimo servizio in Italia viene svolto da tante Divise diverse nei colori e nei contenuti, nella formazione, negli strumenti di lavoro, nelle tutele, nel salario, nelle indennità, nella riconoscenza, nel rispetto e persino nelle tutele giuridiche e previdenziali, cosa che in uno Stato civile e moderno come l’Italia, non dovrebbe succedere. La divisa del “vigile urbano”, poliziotto municipale o meglio poliziotto locale, non è uguale a quella del carabiniere o del poliziotto di stato.

Eppure sotto questa divisa, diversa nel colore e nella forma, siamo tutti uguali fatti di pelle e ossa, alcuni posizionati a posti di controllo con giubbotti antiproiettili ed altri no, alcuni con tutti i DPI in dotazione ed altri no, ma i rischi sono uguali, il sangue che scorre è uguale, l’adrenalina che sale ed il cuore che palpita sono uguali. Il delinquente con la pistola in mano che ha appena compiuto una rapina, un delitto, un atto criminale e si imbatte in una divisa, prima di sparare fa una distinzione di colore? L’utente della strada pregiudicato latitante che viene fermato per un controllo, fa una distinzione di colore? Il delinquente che per scappare ad un posto di controllo ti viene contro pur di non fermarsi all’ alt fa’ una distinzione? La risposta è no. Allora mi sorge un dubbio: noi poliziotti locali siamo figli di un “Dio” minore, o viviamo in uno Stato anormale? Quanto vale per lo Stato Italiano, per la Regione e per il primo cittadino la persona che sta sotto questa divisa?
Ecco perché lottiamo per il riordino della polizia locale!
Sessantamila poliziotti locali Italiani costretti al servizio del politico di turno, usurati e logorati fino al sessantacinquesimo anno di età, mentre il collega dell’arma di pari età è già in pensione da un decennio.
Andiamo avanti con la consolazione che domani il sole splende lo stesso e splende sempre per tutti,
Ma questo solo fin quando San Sebastiano, protettore de ” Vigile Urbano ”  ci proteggerà…

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