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RI.FO.TRAS – UIL “De Luca non ha fatto nulla per salvare i 22 lavoratori”

“Anche nella drammatica vicenda riguardante la Rifotras e i suoi 22 lavoratori, da qualche giorno disperati per l’improvvisa perdita del posto di lavoro, il sindaco De Luca ha evidenziato un cinismo ed un odio verso gli sfortunati lavoratori che non ha eguali” lo ha affermato Ivan Tripodi, Segretario generale UIL Messina.

“La Rifotras, azienda fondata nel lontano 1969 che si occupa dello smaltimento dei rifiuti speciali e delle autodemolizioni, è stata forzatamente chiusa nei giorni scorsi. Si tratta di una “morte” annunciata e caparbiamente voluta dal sindaco da tempo immemore. Infatti, nel novembre del 2019, alla luce dei silenzi e delle preoccupazioni che avanzavano riguardo le prospettive aziendali, lanciammo pubblicamente l’allarme rispetto alla indispensabile e ineluttabile necessità di realizzare la Via Don Blasco, arteria fondamentale e irrinunciabile per la città di Messina, e, contestualmente, per consentire attraverso una delocalizzazione o una minima variante progettuale la sopravvivenza della Rifotras e dei suoi 22 posti di lavoro. Insieme alle maestranze e agli stessi titolari dell’azienda fummo protagonisti di un sit-in presso la Prefettura al termine del quale si tenne un incontro con il Viceprefetto finalizzato a trovare una soluzione. Purtroppo, a seguito di quella importante interlocuzione si comprese la incredibile ed ingiusta pervicacia del sindaco De Luca, il quale, senza alcuna remora, non ha inteso aprire neanche un doveroso confronto per salvare ben 22 posti di lavoro che, è bene ribadirlo, alle nostre latitudini nelle quali ci sforziamo quotidianamente di salvare anche un solo posto di lavoro, rappresentano una seria boccata d’ossigeno” ha proseguito Ivan Tripodi.

“Ebbene, possiamo tragicamente affermare che il sindaco De Luca, in maniera oltremodo provocatoria, è il responsabile di questo nuova macelleria sociale.
Noi non ci arrendiamo e ci appelliamo al sig. Prefetto poiché siamo fermamente convinti della necessità di realizzare la Via Don Blasco e dell’altrettanto indispensabilità di evitare di mandare nel lastrico ben 22 famiglie messinesi. Nessuno può voltarsi dall’altra parte e, specie in questo drammatico momento legato all’emergenza Covid, non si può assistere silenti a questa triste e drammatica vicenda” ha concluso Ivan Tripodi, Segretario generale UIL Messina.

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