Referendum per la costituzione del comune di Montemare: Cacciotto “espressione del fallimento della politica”

Nota stampa del consigliere avv. Alessandro Cacciotto
Il 13 dicembre si svolgerà il referendum per la costituzione del Comune di Montemare.  Ma perché nasce la voglia di istituire un comune staccato da Messina per la zona estrema Nord della città?
La risposta, secondo il mio modestissimo parere, non è difficile poiché, è del tutto evidente, un accentramento amministrativo che taglia purtroppo fuori sia come servizi che come “potere decisionale” le municipalità.
Sia chiaro che il mancato decentramento affonda le sue radici ben oltre l’attuale amministrazione.
Eppure se partissimo da un dato incontrovertibile che è la Costituzione:
recita l’art. 5 che “La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento art. 114 e segg.” Decentrare è un termine così tanto antico che ancora oggi fa “paura”. Decentrare significa “spogliarsi” di pezzi di potere facendoli gestire ad organismi più vicini a persone o cose.
Da decenni si parla in città di decentramento amministrativo senza che alle parole siano seguite fatti concreti.
Decentrare i servizi è un modo per avvicinare la PA al cittadino, ed il referendum del Comitato è la risposta ad un decentramento inesistente, a sottovalutare che ci sono “pezzi di territorio” che rivendicano la presenza che poteva essere garantita dando alle Circoscrizioni o Municipalità
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