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Ass. Donare è Vita, “Allarmante blocco delle attività sanitarie no-covid. Funziona solo intramoenia”

C’è un blocco totale di quasi tutte le attività, tranne quelle in intramoenia“, a lanciare il grido d’allarme il presidente dell’associazione di donatori d’organi, Donare è Vita, Gaetano Alessandro. L’associazione raggruppa in sé anche molti malati in lista di attesa di trapianto, quindi tra le categorie più a rischio in periodo di epidemia da Covid-19.

I numeri erano già preoccupanti perché coinvolgevano non solo pazienti cronici ma bloccavano anche le nuove diagnosi.” scrive Gaetano Alessandro. “Sono state sospese le visite specialistiche a causa del Covid-19, i ricoveri non vengono effettuati, gli interventi chirurgici sono sistematicamente  rimandati, gli screening oncologici posticipati, il tutto a data da destinarsi. Insomma stiamo assistendo nella sanità ordinaria ad un lockdown non dichiarato, che è ancora peggio del lockdown vero e proprio. Tra esami cancellati, visite rinviate è palese il senso di abbandono e incertezza che stanno vivendo i malati cronici e rari”.

Il sistema sanitario regionale ha dunque bisogno di “un SISTEMA SALUTE EQUO E SOSTENIBILE in quanto la mancanza di adeguati controlli, ai vari livelli, fa si che invece di avere meno sprechi e più servizi si è ottenuto il risultato opposto. In questo periodo di emergenza c’é stato un blocco delle prestazioni nelle strutture pubbliche, più volte denunciato, ma mai preso in considerazione dall’assessore alla salute e men che meno dal sindaco di Messina, che come ama ricordare, è la massima autorità sanitaria della città” continua il presidente di Donare è vita, “con il sistema sanitario nazionale concentrato nell’arginare la pandemia, per molti il punto di riferimento sono diventate le associazioni civiche e di tutela dei diritti.  Se si fosse attuato a tutti i livelli il Piano nazionale delle cronicità e una corretta gestione delle liste di attesa, molta della sofferenza si sarebbe potuta evitare. Durante il lockdown, continua Alessandro, tecnologia e digitalizzazione sono diventate la chiave per rinnovare l’offerta di servizi, per prendere in carico e gestire la malattia in emergenza, ma anche la prevenzione e l’aderenza terapeutica, una volta emersa l’importanza del fascicolo sanitario elettronico e dei servizi di telemedicina per controlli e consulti e per la gestione dei pazienti al domicilio. Ma ancora una volte per attuare ciò, che nelle altre regioni è prassi quotidiana, in Sicilia diventa fantascienza, perché manca il controllo e le risorse non vengono impegnate per la digitalizzazione e/o la formazione del personale. La pandemia ci ha poi messo di fronte alla necessità di ridurre la burocrazia per dare più tempo alla relazione tra il medico e il paziente, ma così non è in Sicilia. E’ necessario portare a regime alcune procedure sperimentate durante il periodo di emergenza, come la ricetta dematerializzata e il rinnovo automatico dei Piani terapeutici. Funziona in tutta l’Italia, ma non a Messina, consentire un accesso più veloce ai farmaci contro il dolore,  facilitare i percorsi di riconoscimento dell’invalidità, garantire un’assistenza farmaceutica e protesica non solo efficace, ma anche equa su tutto il territorio nazionale. In conclusione e’ necessaria una riorganizzazione dei servizi in generale prestando attenzione a tutte le altre patologie oltre il COVID 19, regolamentare le liste di attesa e se necessario BLOCCARE subito l’attivita’ intramoenia, perche’ i malati cronici, i trapiantati, i malati oncologici hanno bisogno di cure e di esami diagnostici non possono essere abbandonati dal Sistema Sanitario Regionale. Questa situazione non puo’ durare in eterno, anche perche’ i malati nella qualita’ di malati non hanno tanto tempo da vivere e non e’ umano lasciarli morire senza cure e senza assistenza. Non si muore di solo COVID 19″ conclude Gaetano Alessandro.

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