Messina – Sciopero Sanità Privata, domani presidio di fronte la Clinica Cot

FP CGIL e UIL FPL: «Giustizia e diritti per quei lavoratori che nel periodo COVID sono stati chimati “eroi” ma che oggi vengono dimenticati»

Saranno oltre 100 mila gli operatori sanitari che domani sciopereranno in tutto il Paese non solo contro il mancato rinnovo del contratto della sanità privata, ma anche e soprattutto contro il vergognoso atteggiamento assunto da AIOP e ARIS

«Un atteggiamento vergognoso ed inqualificabile, che certamente non ci porta a fare un passo indietro, bensì a farne due in avanti, per tutelare i diritti delle migliaia di lavoratori che in tempo di epidemia COVID sono stati definiti eroi e che adesso, invece, sono stati dimenticati da tutti». Questo il commento del segretario generale della FP CGIL di Messina e del segretario generale della UIL FPL Giuseppe Calapai, nel presentare lo sciopero che si terrà domani, 16 settembre, in tutta Italia, contro il mancato rinnovo del contratto della sanità privata ARIS-AIOP, proprio a causa del dietro front dai datori di lavoro nonostante la sottoscrizione dell’intesa. «Domani oltre 100 mila lavotrici e lavoratori della sanità privata sciopereranno in tutta Italia – afferamno Fucile e Calapai – ed anche gli operatori sanitari di Messina saranno riuniti in protesta di fronte la clinica COT, di proprietà del presidente regionale di AIOP, alle ore 10.00. Non è accettabile che dopo ben 14 anni di blocco contrattuale e soprattutto dopo gli enormi rischi affrontati in periodo di pandemia COVID19, questi lavoratori siano stati, ancora una volta, umiliati e sbeffeggiati da imprenditori che pensano solo ed eslcusivamente ai loro profitti. In questi lunghi anni, dal 1998 al 2017, così come emerge dal Rapporto sanità privata “Cergas-Bocconi del 2018”, il peso del privato nell’assistenza territoriale, dalla specialistica ai laboratori, è passato dal 39% al 57%. Nella riabilitazione i privati operano indisturbati, a scapito del pubblico, gestendo il 75% delle prestazioni e oltre l’80% delle strutture. Di fronte a numeri di questa portata, non è accettabile che il contratto della sanità privata non si ancora stato rinnovato».

 

 

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