L’assessore Samona contro Le Figarò: “Cosa c’entra la mafia con le bellezze siciliane?”

Le Figaro dedica un numero speciale alla Sicilia e ne racconta la storia, i miti e lo straordinario patrimonio artistico. Ma un riferimento alla mafia che “pratica il crimine e l’estorsione secondo le regole di un codice d’onore impenetrabile” non è piaciuto all’assessore regionale per i Beni culturali e l’identità siciliana, Alberto Samonà.

Per l’assessore quel riferimento “appare del tutto decontestualizzato rispetto al resto del testo” in cui si sottolineano le bellezze e le peculiarità dell’isola. Il taglio polemico della critica cerca di separare il racconto di una terra crocevia di storia e “ambientazione di più di un’epopea“, che a Samonà è piaciuto, dal riferimento alla presenza criminale della mafia, che non ha condiviso.

Quella frase, scrive su Facebook, non è “condivisibile e non certo per negare la presenza di Cosa nostra o per sminuirne la portata criminale, ma perché, se proprio si voleva fare riferimento alla mafia, a mio parere si sarebbe semmai dovuto sottolineare che la Sicilia è la regione italiana che negli anni ha pagato il più alto tributo di sangue nella lotta alla mafia, proprio per il considerevole numero di persone assassinate da Cosa nostra e di vittime che si sono sacrificate per dire no alle sue logiche criminali“.
Samonà coglie in quella frase richiami stereotipati a uno “stantio binomio Sicilia-mafia“.

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