La morte di Aurelio Visalli – Il cognato “soccorsi con mezzi inadatti ed in ritardo”

La salma di Aurelio Visalli, dopo il riconoscimento dei parenti e la visita del medico legale, è stata riconsegnata alla famiglia. E’ probabile che venga aperto un fascicolo di inchiesta da parte della Procura di Barcellona p.g. . Il sottufficiale di Venetico lascia la moglie, Tindara Grosso, e due bambini, un bimbo di 11 anni ed una  di 6.

In queste ore tragiche la famiglia si rivolge numerosi interrogativi volti a capire meglio le dinamiche e, soprattutto le modalità, con le quali  il militare ha dovuto affrontare l’emergenza che poi gli è costata la vita.

Chi parla con i giornalisti è il cognato di Aurelio Visalli, Antonio Crea, comandante della polizia locale di Venetico.

Era stato alla Maddalena, a Lampedusa, aveva esperienza e professionalità non avrebbe messo a repentaglio la sua vita – ha dichiarato al Fatto QuotidianoIl volto graffiato e il corpo pieno di lividi, sbattuto tra le onde sugli scogli, ma ci chiediamo quando e se è morto subito: poteva essere salvato? E perché i suoi colleghi non si sono gettati in mare per cercare di salvarlo?“.

Il salvataggio è avvenuto senza giubbotto, senza protezioni di alcun tipo – continua il cognato – e le ricerche sono avvenute con mezzi non adatti a quelle condizioni meteo, gli elicotteri sono invece partiti in ritardo“.  Crea sostiene, infatti, che i militari che sono intervenuti «hanno ricevuto l’ordine di intervenire via terra, ma sono andati solo con un salvagente e una corda».

Intanto la salma è stata trasportata a spalle dalla capitaneria all’aula consiliare del municipio di Milazzo dove alle 13,30  è stata allestita la camera ardente. I funerali probabilmente si svolgeranno al Santuario di San Francesco di Paola (patrono della gente di mare) o, in alternativa, al Duomo in modo da consentire ad un maggior numero di persone di dare l’ultimo saluto ad Aurelio Visalli.

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