Un gioiello come sigillo d’amore: la maestria degli orafi Burrascano

Care amiche, la buona arte gioielliera può stravolgere i dettagli del vostro matrimonio, può farvi dono di un pegno d’amore, rendere indimenticabili i momenti più importanti che vi accompagneranno all’altare.

Per la famiglia Burrascano i gioielli sono un affare di famiglia. Un brand che ha acquisito credibilità nel corso degli anni, che ha cavalcato l’onda del tempo dominando i trend e le mode, assicurandosi un posto di rilievo nel panorama dell’artigianato italiano.

Dalle mani ispirate di papà Franco e mamma Rosa, la passione tramandata ai figli Anna e Filippo, fino alla nipote Francesca. Burrascano crea gioielli dal lontano 1964; rifinisce, ristruttura e ripara creazioni di qualsiasi epoca o struttura. Il passare del tempo e delle stagioni ha evoluto le tecniche e il metodo di lavorazione dei materiali. Circa una decina d’anni fa lo stacco con la tradizione. Macchinari e attrezzatura d’ultima generazione, fino alle competenze formate sulla figura della giovanissima Francesca, esperta in progettazione digitale.

“La nostra è una catena di montaggio. – mi ha spiegato Filippo Burrascano – La struttura che abbiamo costruito ci consente di completarci nelle mansioni e nelle fasi di creazione e, successivamente, di vendita. Ci riconosciamo come squadra, come famiglia, ci sosteniamo senza sopraffarci. Abbiamo sempre ritenuto di fondamentale importanza la cultura dell’adattamento. Abbiamo scelto di essere pronti al cambiamento, di rimetterci in gioco ancora, e ancora”

La vera arte è nella filosofia di intenti. Un sogno, come quello del matrimonio, può essere realizzato con pesi e misure reali. Lo si può toccare e guardare, lo si può ammirare nella perfezione delle linee e nel fascino classico e intramontabile dell’oro e dell’argento. Il processo creativo parte dalle aspettative del cliente e termina con lo sguardo smarrito e appagato di chi ne contempla il risultato. Vedete Amiche, è come mettere su carta un desiderio.

La particolarità dell’arte gioielliera è che si presta in maniera quasi esclusiva a identificare i momenti più importanti della nostra vita. Il legame matrimoniale si esprime con le fedi, ma non prima di aver suggellato il fidanzamento con l’anello della promessa.

“Proprio in riferimento alla promessa non nascondo che, nonostante lo scorrere del tempo e le diverse accezioni assunte dal matrimonio, il solitario resta il grande cult. Nulla regge il confronto. – prosegue il Burrascano – Può essere più o meno sottile, può cambiare la purezza, la caratura, il colore, ma resta di fatto il simbolo della dichiarazione dello sposo alla sua amata. E’ un gioiello unico, intramontabile, destinato a non passare di moda. Lo stesso vale anche per le fedi; la classica in oro è divenuta il simbolo dell’unicità affettiva, il pegno d’amore che identifica marito e moglie. Ci si può scostare dalla tradizione incastonando un piccolo brillante, ma la classica da 3-5-7 grammi continua ad avere l’esclusiva”.

Ci sono poi le bomboniere ai testimoni, probabilmente in controtendenza rispetto a fedi e brillante. In questo caso l’omaggio nasce sul file rouge della personalità del testimone. E’ importante scegliere un gioiello che si adatti alla persona , che la rappresenti.

“Abbiamo vissuto una lunga fase in cui la tendenza prevedeva la scelta dell’orologio. Fortunatamente quest’uso è andato perso. L’orologio è oggetto di mode temporanee difficilmente costanti nel tempo. E’ per lo più legato alle stagioni. Ora gli sposi preferiscono altro – ha concluso Filippo Burrascano – in particolare una crocetta, un punto luce, una collana che mantenga uno stile molto classico e che resti tale nel corso del tempo”.

Ecco come un gioiello può racchiudere il senso del vostro matrimonio. Un ricordo, come un’emozione, possono essere indossati sulla pelle, come una carezza. Lasciano la memoria del tempo e rivivono ogni giorno, come fosse il primo.

Virginia Mòllica

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