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Viviana Parisi: il Procuratore di Patti “Dopo incidente era impaurita”. La famiglia le era vicina

“Da quello che ci è stato riferito dai turisti che hanno visto Viviana Parisi viva a Caronia dopo l’incidente stradale sull’autostrada Palermo-Messina, la signora era agitata e impaurita”. Lo ha detto il procuratore di Patti, Angelo Cavallo, titolare dell’inchiesta sulla morte della dj Viviana Parisi, di 43 anni e sulla sparizione del figlio Gioele, di 4 anni. Al momento è stato aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio colposo e sequestro di persone. “Proseguono le indagini in tutte le direzioni – ha aggiunto il magistrato – al momento non ci sentiamo di escludere nulla. Chiaramente, da come ci è stata descritta, emerge la fragilità della donna in quel momento”.

“Viviana era una donna fragile, aveva avuto problemi anche con manie di persecuzione e deliri mistici. Per questo era stata in ospedale e aveva avuto delle cure”. A dirlo Claudio Mondello, avvocato della famiglia Modello e anche cugino di Daniele, il marito di Viviana. “Non è vero tuttavia – precisa Mondello – che la famiglia ha preso sottogamba questi problemi di Viviana, tanto che l’ha accompagnata in ospedale anche in piena emergenza Covid-19 perché aveva cuore la sua situazione. La donna passava da momenti di lucidità ad altri in cui era confusa e temeva, anche se non c’era alcun motivo reale, che le togliessero o che potesse perdere il figlio Gioele cui era affezionatissima. Negli ultimi tempi era stata meglio, ma la famiglia l’ha sempre assistita e mai lasciata sola. Noi, anche se è irrazionale, speriamo sempre che Gioele sia vivo e proseguiamo le ricerche”.

 

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