Vara 2020: il Popolo della Vara e la tristezza di un giorno qualunque

Chi proverà tristezza in questo giorno, il 15 agosto 2020, in cui, come durante la guerra, come durante l’epidemia, come dopo il terremoto del 1908, la Vara di Messina rimarrà ferma, che, anzi, non potrà essere neanche montata? Chi, alla fine, proverà un dolore davvero sincero e sentirà mancare dentro il suo cuore un pezzo importante che creerà un vuoto incolmabile?

Ogni 15 agosto ho imparato a preparare la mia mente ed il mio corpo con largo anticipo. Una sorta di concentrazione fatta di silenzio, rinuncia e riflessione. Da 15 anni ho imparato a conoscere la manifestazione della Vara di Messina dal di dentro, a contatto con chi sudore e fatica lo vive con gioia e devozione. Il giorno, uno solo, in cui si è tutti uguali intenti in uno sforzo comune.

Questo giorno che per me è iniziato sempre all’alba con chi srotolava le corde e con chi le montava per assicurare la certezza che tutto andasse bene, inizia al suono di colpi di cannone che quet’anno non annunciano che la vara è pronta con le corde in posizione. Comincia con una Messina che sembra non ricordare che oggi è il giorno di Maria.

Il 15 agosto di ogni anno ho condiviso la stessa ansia e la stessa certezza che si sente palpabile nell’Ave Maria che precede immediatamente i segnali che danno il via alla partenza della macchina votiva che pesa tonnellate e che si erge per 15 metri, scivolando “senza freni e senza sterzo tra due ali di folla”, in piena sicurezza. Oggi la stessa ansia si mischia allo sgomento che deriva dal non vedere la Madonna svettare a piazza Castronovo. Quella piazza è vuota, la strada della fede, la via Garibaldi non ha neanche una bandiera che ricordi che questo è il giorno della Vara di Maria. Oggi mancheranno in questa via le grida, la fatica, il sudore, ma anche le risate, la gioia per ogni tirata andata a buon fine, il sorriso e la smorfia di dolore di chi la Vara la vive ogni anno come il momento in cui affrancarsi e sentirsi uniti perché vicini alla Madonna, che da sempre ha unito i messinesi, quelli veri.

Oggi sembra aver vinto il Covid-19, sembra aver vinto la paura che ha imposto a chi voleva, a costo di denuncia, montarla lo stesso la macchina della Vara in piazza Duomo, come un porto sicuro raggiunto ugualmente, almeno idealmente. Oggi, 15 agosto 2020, è un altro come altri giorni segnati nella storia della città in cui la Vara “immota manet“. Ma non nei cuori del popolo della Vara. Nei nostri cuori Ella si muove ugualmente al grido di “Viva Maria“, non fosse altro per ridare fiducia e conforto ad una città, come tante altre nel mondo, piegata dall’epidemia, non fosse altro che per ricordare l’unione e la forza che questa manifestazione ha sempre donato alla città dello Stretto. Non fosse altro per ricordare che solo le mani nude sulla corda ed i piedi, nudi sull’asfalto possono salvare Messina da inerzia, abbandono, divisioni e paura. Uniti si vince, nel nome di Maria.

 

Oggi alle 17:00 su #VisitME e su RTP, si racconta la processione della Vara con gli occhi di chi la Tira!  Con la partecipazione dell’Assessore alla Cultura e Turismo, Enzo Caruso e 2 rappresentati del Gruppo Storico dei Giganti e della Vara, nonché Tiratori: l’immenso Alberto Molonia e la Storia Francesco Forami!

Post Tags
Share Post
No comments

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: