“Tuo padre ti ha trovato”: Quella ricerca disperata del padre di Gioele, tra anfratti, animali e telecamere invadenti

Daniele Mondello, che non è mai mancato alle ricerche di suo figlio Gioele, si aggirava ieri guardandosi intorno tra quelle colline, quelle sterpaglie, cercando di capire dove cercare. Anfratti, boscaglie, e poi su fino all’autostrada dove il padre di Gioele si è infilato dentro una sorta di corridoio sotto i piloni, nella speranza di trovare qualcosa. A bordo di un pickup, con la famiglia al seguito, Daniele Mondello, sotto il sole cocente ha percorso continuamente i sentieri e le stradine che collegano quel varco dell’autostrada, fino a quel maledetto traliccio Enel, interdetto a chiunque dopo il ritrovamento del cadavere della moglie Viviana Parisi. E tutt’intorno tante, troppe telecamere a violare il dolore intimo di chi fino a ieri ancora nutriva speranza di poter trovare indizi che potessero far pensare che Gioele era ancora vivo, chissà dove. Poi la notizia di un ritrovamento significativo, i Vigili del Fuoco che raggiungono una zona impervia dove un volontario, uno di quelli che non erano riusciti ad avere indicazioni di un qualsiasi coordinamento da parte dei soccorritori professionali in campo. Un ritrovamento che ha fatto perdere anche l’ultima speranza di ulteriore ricerca. Una ricerca che poi si è conclusa, purtroppo, con l’abbraccio commovente di quel contenitore che ha portato su da quel versante le spoglie di un bambino di cui ancora per gli inquirenti non vi è certezza dell’identità, almeno fino all’analisi del dna. “Giò! Tuo padre ti ha trovato!” ha urlato tra le lacrime Daniele Mondello abbracciando quel feretro di plastica portato a spalle dagli uomini incaricati dal magistrato Cavallo di trasportarlo in obitorio. Uno strazio durato 16 giorni. Finito nel peggiore dei modi.

 

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