Ordinanza Musumeci anti-hotspot: emergenza sanitaria o di sicurezza? O sponda per Salvini?

La questione dell’emergenza hotspot in Sicilia è una questione che attiene sanità ed igiene pubblica o si tratta di una vicenda di ordine pubblico e sicurezza? Su questo interrogativo si basa il muro contro muro tra Nello Musumeci, presidente della Regione Sicilia ed il Ministro dell’Interno Lamorgese. Quest’ultima nelle prossime ore dovrebbe sciogliere il dubbio se ricorrere contro l’ordinanza regionale o meno. Il Ministero valuta proprio la natura dell’emergenza, che secondo Musumeci è sanitaria e che, quindi è di competenza del Presidente della Regione.

Il Governo non avrebbe interesse alcuno a riscaldare i toni ed arrivare a rotture con i presidenti di Regione, men che meno con quello della Regione Sicilia, pertanto la decisione è stata demandata da Palazzo Chigi al Viminale. Precedenti, eppure, ve ne sono stati uno tra tutti quello con il quale proprio la Lamorgese chiese ed ottenne l’annullamento di un’ordinanza sindacale, quella di De Luca, per il “Si passa a condizione”, che prevedeva l’istituzione di una banca dati che registrasse gli ingressi e gli sbarchi dalle navi traghetto a Messina. E poi ancora con l’ordinanza del presidente delle Marche, Luca Ceriscioli che intendeva tenere chiuse le scuole, ricorso che il Governo presentò e che il Tar accolse, per poi, proprio il Governo, adeguarsi a quanto voleva Ceriscioli.

E lo stesso Musumeci schierò l’articolo 31 dello Statuto Speciale Siciliano in altra occasione, questione che è stata già respinta dal premier Conte. La vicenda è dunque tutta politica, tendendo a non offrire una facile sponda a Matteo Salvini che in queste ore ha già fatto sentire i suoi attacchi al Governo. Faccenda delicata, però, se si pensa alle difficoltà di sindaci ed abitanti delle zone dove risiedono gli hotspot siciliani.

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