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Il “rimpasto” di Giunta: De Luca non perdona ma dimentica chi ha gestito per lui la “fase 3”

Cateno De Luca non ha un carattere facile. Fatto questo ormai assodato e riconosciuto da lui stesso. E, come tutti coloro che posseggono, loro malgrado, un carattere non facile, non perdona. E’ quanto si legge tra le righe della sua introduzione odierna alla nuova “ricetta” governativa del De Luca Sindaco di Messina. Un “rimpastino” che rimaneggia uomini, donne e deleghe, ma che soprattutto lancia messaggi inequivocabili a qualsiasi no-man o no-girl che sia.

Il responsabile della Giunta sono io” ha detto De Luca “e pertanto le nomine sono mie, così come è mia la decisione di quando vengono assegnate e di quando vengono tolte” ha incalzato. Un incipit che seguito da qualche allusione ai “personalismi” di qualche assessore (Scattareggia?), dall’accondiscendenza e la paciosità di qualche altro (Trimarchi), unitamente ai ben chiari riferimenti alle dissonanze in Giunta tra Musolino e Mondello, suona da subito molto chiaro su quanto ha rimaneggiato De Luca.

Come dice Lui (De Luca ndr.) non sarà punizione l’aver tolto all’assessore Salvatore Mondello la delega di vice sindaco: “anche quella è mia nomina e la faccio ruotare come ho fatto sempre” si giustifica De Luca. Non sarà, quindi, per Mondello  uno scotto da pagare, così come non lo sarà l’aver tolto a Dafne Musolino la delega per la Polizia Municipale, ma certo è che un significato lo ha. “La giunta deve apparire granitica” dice Lui, ed in effetti, visto il suo punto di vista, è chiaro che diventa inaccettabile che Musolino e Mondello abbiano avuto visioni diverse circa l’isola pedonale. “Inconcepibile“, perfino. Così vice sindaco “per punire i detrattori” sarà l’assessore Carlotta Previti: “non l’ho nominata io ma i suoi detrattori“, continua a giustificarsi il Sindaco.

De Luca presenta poi i due nuovi assessori: Laura Tringali e Francesco Gallo, preside dell‘Istituto Antonello la prima (remake di Trimarchi ma più giovane?) ed ex assessore della giunta Genovese ed ex esperto in quota dell’ex sindaco Leonardi, nonchè consigliere ATM, il secondo.

E qui doveva scattare la domanda, che non è giunta: Ma la nomina di Gallo, già non ben digerita come consigliere ATM, come sarà digerita adesso quella odierna, visto il passato soprattutto genovesiano? Quel Genovese che De Luca ha sempre detto di combattere, quei poteri forti che hanno “da sempre messo in ginocchio la città”?  Ma Lui, che di comunicazione è esperto, l’ha anticipata, anche se questa domanda non è stata proferita da nessuno: “Ci conosciamo dai tempi della Democrazia Cristiana” ha detto De Luca, come fosse un’attenuante.

E di domanda ce n’è un’altra: come ha potuto dimenticare chi, come Mondello e Musolino, hanno gestito la città di Messina durante la critica e delicata “fase 3”? Come togliere incarichi e deleghe così importanti a due assessori che sono stati sempre in prima fila, come Minutoli, durante la fase di ripresa dal lockdown, durante la quale De Luca era in ritiro a Fiumedinisi? Se il sindaco ha potuto dichiarare senza tema di smentita a coloro che facevano illazioni sul suo buon ritiro che “la città è andata avanti lo stesso in mia assenza”, è stato solo grazie all’impegno di Mondello e della Musolino. Ma forse è contato di più un “no” ed un “si” contrastanti che hanno evidenziato che non avevamo ragione quando dicevamo che gli assessori di De Luca erano muti. Sapevano parlare, invece, e pensare. Adesso vedremo per quelli nuovi e per quelli che sono rimasti.

Ma il messaggio lanciato da De Luca è stato chiaro e sibillino: “State pronti con le cinture ben strette ai fianchi e con le lanterne accese“. Ovvero: occhio alla penna e nessuno si rilassi.

 

 

 

 

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