Truffe immobiliari a Messina: concluso il processo ed inflitte 4 condanne

Sono stati condannati 4 degli imputati a processo per truffe immobiliari per un valore di circa 880 mila euro a fronte di lavori per costruzione di appartamenti mai realizzati per un valore di 150 mila euro.

I condannati, in base a quanto emerso, avevano stipulato contratti preliminari di vendita per unità immobiliari “sulla carta”, ovvero in fase di costruzione, ma che non sono mai state realizzati. Coinvolti anche i mediatori immobiliari dell’epoca che procacciavano i clienti e che intascavano la provvigione per l’attività intermediativa.

I condannati sono Giuseppe Giuliano, titolare all’epoca dell’agenzia Italcase a Messina ed Antonino Rizzotto, agente immobiliare in proprio. I due sono stati condannati alla pena di 2 anni e 7 mesi Giuliano e di 2 anni e 10 mesi Rizzotto, con multe di 1800 e 1750 euro ciascuno.

Condannati anche Giuseppe Giammillaro, amministratore di fatto della società che stipulava i contratti preliminari di vendita e che riceveva materialmente gli assegni ed il denaro versato dagli ignari clienti e Vittorio Lo conti che insieme a Lorenzo Saglimbene (nel frattempo deceduto) rivestiva la carica di amministratore della “Imprelogi s.r.l.”, la società costruttrice. Giammillaro è stato condannato alla pena di 4 anni e tre mesi di carcere e ad una multa di 2.300 euro, mentre Lo Conti alla pena di 2 anni e ad una multa di 1.300 euro (pena sospesa). Particolare importanza è stata attribuita alla figura del Giammillaro in quanto ricevente diretto di quanto versato dagli ignari clienti, somme di denaro ingenti che venivano versate su uno dei conti della società e che venivano contestualmente prelevate con il conseguente azzeramento dei conti.

Giammillaro, Lo Conti, RIzzotto e Giuliano sono stati inoltre condannati al risarcimento dei danni in favore delle parti civili che sono state difese dagli avvocati Nunzio Rosso e Salvatore Silvestro. Gli imputati sono stati difesi dagli avvocati Giuseppe Carrabba, Alessandro Billè, Daniela Agnello, Antonello Scordo e Roberto Materia. Le indagini si conclusero nel 2015 con l’arresto di Giammillaro, Rizzotto e Giuliano.

La sentenza è stata pronunciata dalla Prima sezione penale presieduta dal giudice dottoressa Letteria Silipigni, Simona Monforte e Giovanni Albanese giudici a latere.

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