Tre ladre catanesi in trasferta a Milazzo rubavano in alcuni supermercati. Poste ai domiciliari

I Carabinieri della Compagnia di Milazzo hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal G.I.P. del Tribunale, su richiesta della Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto, guidata dal Procuratore Dott. Emanuele Crescenti, a seguito delle indagini coordinate dal Sostituto Procuratore Dott. Matteo De Micheli, nei confronti di tre donne catanesi, la 30enne B. C., la 25enne M. C., la 32enne P. V., tutte con precedenti specifici, ritenute responsabile del reato di furto aggravato e continuato in concorso in danno di supermercati.

L’attività investigativa sviluppata dai Carabinieri trae origine dalle denunce presentate da alcuni gestori di supermercati ubicati nell’hinterland milazzese, tra i mesi di gennaio e marzo di quest’anno, che avevano segnalato dei furti di generi alimentari e alcolici, per un valore di complessivo di circa 2.000 euro da parte di alcune donne. In particolare, ricevute le denunce, i militari della Stazione Carabinieri di San Filippo del Mela hanno acquisito le testimonianze dei presenti, nonché visionato le immagini di videosorveglianza installate negli esercizi commerciali e nelle adiacenze, individuando le possibili autrici dei reati e confrontando le loro immagini con quelle relative alle persone con tratti somatici similari e gravate da precedenti specifici riuscendo così ad identificare le tre donne.

L’attività d’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, ha consentito di far luce su diversi episodi di furti perpetrati nei supermercati dell’hinterland milazzese, accertando le responsabilità delle tre donne che, dopo aver perpetrato i furti in trasferta, rientravano nella città di Catania.

Pertanto, in esecuzione del provvedimento dell’Autorità Giudiziaria, i Carabinieri di Milazzo con la collaborazione dei militari della Compagnia di Catania Piazza Dante hanno arrestato le tre donne, sottoponendole agli arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni.

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