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Test anti Covid alle Forze dell’ordine: la Polizia Municipale ultima ad essere chiamata e solo in 142

Comunicato stampa SILPOL

Ci sono tanti aspetti della pandemia da Covid-19 che sono ancora al vaglio perché migliorabili e tra essi sicuramente gli accertamenti diagnostici preliminari (test sierologici e tamponi).

Il Presidente della Regione con disposizione, prot. n. 14005 del 16/04/2020, fa giustamente rientrare tra le categorie da sottoporre ad indagine sierologica anche gli appartenenti alla Polizia Locale siciliana.

I test, sono iniziati immediatamente con gli operatori delle altre forze di polizia, invece la P.M. di Messina per il rotto della cuffia stila un elenco parziale di addetti (142) da far esaminare nelle ultime sedute previste per fine mese.

In ragione di ciò non si può che evidenziare l’atteggiamento superficiale con cui vengono trattati molti aspetti organizzativi, funzionali e remunerativi, che concernono l’attività del Corpo e che diventa ancora più grave quando attiene alle tutele dei lavoratori specie quelle sanitarie.

Occorre infatti rammentare, qualora fosse passato inosservato, che la P.M. di Messina durante la fase critica della pandemia, è stata presente nella quasi totalità delle sue articolazioni  con un alto grado di esposizione dettato dalle canoniche carenze di DPI e dalla partecipazione dei lavoratori ai servizi generali con gli evidenti contatti e scambi tra colleghi ed utenti.

Dette osservazioni sono state poste anche nelle ripetute videoconferenze effettuate in fase Covid sulla sicurezza dei lavoratori  nelle quali si era già evidenziato che una misura parziale d’indagine, così come proposta in merito dal Dirigente, era da ritenersi impropria ed inadeguata.

Registriamo, ma ciò accade da tempo e non finiremo mai di denunciarlo senza scopi strumentali od ostruzionistici, che la specificità organizzativa e di funzione che caratterizza la P.M. di Messina è un valore da accrescere ed invece emerge che l’aspetto più rilevante stia diventando quello finalizzato all’arte dell’apparire sottacendo la mole di adempimenti necessari che rendono sempre più difficoltoso ed insostenibile anche il mantenimento  delle funzionalità ordinarie.

Riteniamo pertanto necessario provvedere ad una rettifica di quanto stabilito includendo tutti gli addetti perché, ci chiediamo, se fossimo  in fase di somministrazione dell’ipotetico vaccino  quale metodo utilizzeremmo quello dell’ “l’estrazione a sorte”?

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