Randagismo – In 6 mila contro la deportazione da Messina di oltre 200 cani.

Sono quasi 6 mila i firmatari di una Petizione affinché si trovi un terreno per la costruzione di un nuovo canile per la città di Messina. Si perché la città dello Stretto è una delle poche città d’Italia che non ha un proprio canile municipale. La soluzione però l’assessore Minutoli l’ha trovata e come qualcuno se ne lavò le mani, anche lui sembrava aver risolto il problema in “economicità” affidando a dicembre il bando ad una società di Taurianova. Bando poi annullato a maggio di quest’anno e problema che sembrava essersi risolto.

Ed invece no: ecco un nuovo bando che scadrà il prossimo 7 luglio per l’affidamento dei cani randagi messinesi. Questo è il terzo ed ennesimo bando comunale per far si che la gestione del “problema” venga esternalizzata dal Comune di Messina e dalla competenza assessoriale. Il Movimento 5 Stelle ma anche tante associazioni animaliste hanno e continuano a sollecitare affinchè si trovi una nuova soluzione che mantenga la gestione sotto l’egida del Comune di Messina, ma inutilmente. “Si continua a perseguire la via della ‘deportazione’, assolutamente ingiusta e pericolosa per i cani più anziani o malati” aveva tuonato iol 24 maggio scorso Cristina Cannistrà, consigliere comunale “Ci sono misure preventive ed alternative che sono previste dalle normative regionali e nazionali e che disciplinano il contenimento del randagismo” ha dichiarato anche Cannistrà.

Ed infatti la Regione Siciliana ha predisposto linee guida chiare per la tutela degli animali e la lotta al randagismo, in particolare:

I comuni, ai sensi della legge 14 agosto 1991, n.281, della legge regionale 3 luglio 2000, n. 15, delle Ordinanze Ministeriali vigenti e delle Circolari regionali sono tenuti ai seguenti adempimenti:

√ Provvedere alla vigilanza e controllo degli adempimenti previsti dalla legge regionale 3 luglio 2000 n. 15, nonché delle specifiche norme di tutela del benessere degli animali, con personale adeguatamente formato e motivato;

√ Provvedere direttamente o in convenzione con Enti, privati o Associazioni protezionistiche o animaliste iscritte all’Albo regionale, alla cattura dei cani vaganti con modalità che ne salvaguardino l’incolumità (legge regionale 3 luglio 2000 n. 15, Art. 14 , comma 1);

√ Dotare la propria Polizia municipale di dispositivi di lettura dei microchip ISO compatibili al fine di verificare la identità dei cani catturati o rinvenuti sul territorio a mezzo di lettori (Ordinanza Ministeriale 6 agosto 2008);

√ Disporre con Ordinanza Sindacale che i cani sprovvisti di proprietari siano rimessi sul territorio previa sterilizzazione, nei casi previsti dall’Art. 15, commi 6 e 7, della legge regionale 3 luglio 2000, n. 15;

√ Affidare i cani vaganti catturati, per i quali non è stato possibile procedere alla identificazione, ai rifugi sanitari pubblici o ai rifugi sanitari convenzionati;

√ Stipulare apposite convenzioni con le Associazioni animaliste o protezionistiche iscritte all’Albo regionale ovvero con rifugi per il ricovero privati per l’affidamento e il mantenimento dei cani catturati, non reclamati e/o per i quali non è possibile la reimmissione sul territorio;

√ Attivare, di concerto con le Aziende Sanitarie Provinciali, gli ambulatori veterinari dove effettuare le operazioni di anagrafe e di sterilizzazione provvedendo alla gestione e al funzionamento degli stessi;

√ Provvedere al risanamento dei rifugi per il ricovero ove esistenti, costruire rifugi sanitari e/o per il ricovero pubblici e provvedere alla loro gestione diretta o in convenzione con le Associazioni protezionistiche o animaliste iscritte all’Albo regionale;

√ Garantire, per i cani sprovvisti di proprietario in assenza di rifugi sanitari pubblici, anche in consorzio tra Comuni, il servizio di pronto soccorso direttamente o in convenzione con strutture veterinarie autorizzate;

√ Preporre un responsabile amministrativo per gli adempimenti di cui all’Art.14, commi 3 e 4, della Legge regionale 3 luglio 2000, n. 15, nel caso in cui il rifugio sanitario pubblico sia gestito direttamente dal Comune, o affidare eventualmente la gestione dei rifugi sanitari pubblici, sotto il controllo sanitario delle Aziende Sanitaria Provinciale alle Associazioni protezionistiche o animaliste iscritte all’Albo regionale, sulla base di apposita convenzione stipulata secondo i criteri di cui all’Allegato IV del Decreto Presidenziale 12 gennaio 2007, n.7;

√ Provvedere al mantenimento degli animali confiscati, di seguito a provvedimenti amministrativi, nei rifugi per il ricovero pubblici o in convenzione o affidarli alle Associazioni protezionistiche o animaliste iscritte all’Albo regionale per il loro recupero comportamentale;

√ Individuare e delimitare aree urbane da destinare alla attività motoria degli animali d’affezione, provvedendo a periodici interventi di bonifica e di disinfestazione previa consulenza del Servizio Veterinario della Azienda Sanitaria Provinciale;

√ Provvedere alla stipula di una assicurazione per gli eventuali danni causati a terzi da cani vaganti sprovvisti di proprietario;

√ Provvedere alla attuazione dei piani di controllo delle nascite;

√ Irrogare le sanzioni amministrative previste imputandole nell’apposito capitolo di entrata del Bilancio regionale per l’inosservanza e le violazioni degli obblighi previsti dalla normativa vigente. Le somme introitate sono destinate al finanziamento degli interventi previsti dalla legge regionale 15 luglio 2000 n. 15;

√ Istituire l’Ufficio per i diritti degli animali assicurando il collegamento con l’Anagrafe Canina Regionale (ACRES) e avvalendosi della consulenza del Servizio Veterinario della Azienda Sanitaria Provinciale;

√ Provvedere alla degenza post operatoria dei cani randagi sterilizzati, anche tramite le Associazioni protezionistiche o animaliste iscritte all’Albo regionale, che abbiano idonei rifugi o che si avvalgano di ambulatori veterinari all’uopo convenzionati;

 
√ Prevedere, in sede di formazione o di revisione degli strumenti urbanistici, nell’ambito delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria, aree idonee destinate alla costruzione di rifugi pubblici, nonché delle aree da destinarsi alla realizzazione di cimiteri per il seppellimento degli animali d’affezione, ed aree urbane per l’attività motoria dei cani.

 

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