Imbrattamento monumento: il Garante per l’infanzia “grido di aiuto”

Il. Garante per l’infanzia del Comune di Messina consegna la propria autorevole chiave di lettura ai social con un post che ristabilisce giustizia ed equità dando il giusto peso ad un gesto sicuramente sbagliato ma che deve essere correttamente interpretato. Di certo non posto alla berlina, come fatto in questi giorni.

“Nel nostro ordinamento giudiziario non è imputabile un minore che abbia compiuto un reato al di sotto dei 14 anni di età. Questo vale per i reati minori quanto per i reati più gravi.

Non è imputabile, pertanto, ne’ un minore infraquattordicenne che imbratta un monumento ne’ un minore che commette omicidio.

Questo non significa però che un ad infraquattordicenne viene concesso di vivere da impunito ma piuttosto che, di fronte ad un agito illecito, lo Stato attiva, una serie di attività per il supporto sociale, psicologico e talvolta anche medico a sostegno del minore, coordinati dal Procura della Repubblica per i minorenni e dal Tribunale per i minori, con l’obiettivo di comprendere ed intervenire sul contesto in cui è maturato l’evento reato.

Tutto ciò rende il nostro Paese un punto di riferimento assoluto nel Diritto minorile.

Il gesto dei minori che hanno imbrattato il Monumento ai caduti è assolutamente da condannare e stigmatizzare e sono certo, per come già è accaduto in fatti analoghi in passato che mi hanno visto coinvolto come operatore della giustizia, che gli uffici della giustizia minorile lavoreranno per la piena comprensione delle motivazioni profonde del gesto, per i necessari passaggi educativi e sociali e affinché il bene pubblico possa tornare fruibile alla collettività anche attraverso l’esercizio delle azioni della Giustizia riparativa.

La presa di consapevolezza e la risignificazione dell’evento reato richiede sempre del tempo e complessi interventi psicosociali che gli Uffici della Giustizia Minorile offrono a tutti i minori presi in carico.

I minorenni che imbrattano non sono criminali ma poco più che bambini che attraverso questo odioso agito illecito ci urlano in faccia il loro disagio ed il loro dolore. A noi non resta che sapere cogliere questi segnali e agire di conseguenza con l’obiettivo di aiutare i ragazzi in difficoltà.

Presto il monumento verrà riconsegnato integro alla città, ma mentre noi dimenticheremo, resteranno altri ragazzi in difficoltà educativa, economica e familiare che abbiamo l’obbligo di attenzionare e curare.”

Il garante per l’infanzia del Comune di Messina

Dott. Angelo Fabio Costantino

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