“Fiori di pesco”, le condanne in primo grado ed una assoluzione

Era il 2017 quando i Carabinieri di Taormina su disposizione della Dda di Messina assestarono un duro colpo al clan Brunetto, egemone nella fascia ionica della provincia di Messina e in collegamento con la famiglia mafiosa dei Santapaola-Ercolano. L’accusa che portò agli arresti di quel giorno era associazione per delinquere di stampo mafioso, danneggiamento, incendio, traffico di sostanze stupefacenti ed estorsione. Ieri le condanne di primo grado comminate dalla prima sezione penale del Tribunale di Messina. Il collegio giudicante composto dai giudici Maria Giuseppa Scolaro, Simona Monforte e Rita Sergi hanno disposto in sentenza le seguenti condanne:

Condannato a 12 anni e 6 mesi Carmelo Caminiti, Antonio Monforte condannato ad 11 anni e 7 mesi e 12 mila euro di sanzione, condanna a 20 anni e 10 mesi per Angelo Salmeri, ad 11 anni per Salvatore Scuderi, a 10 anni per Pietro Carmelo Olivieri con 2.500 euro di sanzione, 12 anni per Vincenzo Antonino Pino, 11 anni per Vincenzo Lomonaco e tremila euro di sanzione, 10 anni e sei mesi per Salvatore Coco, Antonio Salanitri ed Antonio Mollica condannati a 4 anni e 1.100 euro di multa ciascuno, Giuseppe Minissale condannato ad un anno e 4 mesi, Carmelo Crisafulli a 3 anni e 250 euro di multa, Salvatore Minissale e Carmelo Rolando condannati ad un anno e 2 mesi, a sei anni Alfio Di Bella, in ultimo Mariella Jessica Cannavò condannata ad un anno e sei mesi e duemila euro di multa. E’ stato assolto Giuseppe Lombardo Pontillo.

Le indagini presero le mosse da una denuncia del 2013 per danneggiamento, quando furono date alle fiamme due auto di proprietà di un dirigente sindacale della Uil, socio di una cooperativa agricola della Valle dell’Alcantara. In quell’occasione furuno determinanti le immagini a circuito chiuso rilevate in una stazione di servizio, al fine di identificare i malfattori.

 

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