Dal raduno di Volt Sicilia: “Volt Messina, un’alternativa concreta per il futuro del territorio”

Il 18 e 19 luglio scorsi, la delegazione di Volt Messina, sezione territoriale del primo movimento progressista paneuropeo, coordinata da Alfredo Mangano, ha partecipato al 1° Retreat di Volt Sicilia. Il raduno era atteso da tutti i team locali per confrontarsi sulla politica regionale e sulle azioni da intraprendere nel prossimo semestre. Un’occasione preziosa per il gruppo messinese per farsi voce delle esigenze e delle problematiche del territorio e presentare il proprio operato. “Un incontro essenziale e imprescindibile – secondo la Responsabile locale delle Funzioni di Supporto, Mariaelena Giacone – per definire i futuri passi di Volt”.

 

Il raduno del partito viola è stato anzitutto un indispensabile momento formativo e di confronto per la definizione di valide strategie, in risposta alle difficoltà di un territorio problematico come quello siciliano. Il team messinese ha sollevato l’attenzione sulla tematica ambientale –  come evidenziato da Antonio Di Pietro, Responsabile regionale e locale delle Politiche Green – e sulla valorizzazione dell’intero territorio, con particolare riferimento alle periferie, spesso abbandonate dalla politica.

“L’unione di intenti e la condivisione di buone pratiche è quanto c’è di necessario per giungere a soluzioni più concrete, anche a livello provinciale”. Ne è fermamente convinto Alfredo Mangano, che conclude: “Siamo convinti che la strada sia ancora lunga, ma percorribile. Dopo quasi 2 anni di cospicua attività sul territorio, il team si attesta come la sezione di Volt più grande in Sicilia nonché tra le più estese del Sud Italia. Un lavoro che continuerà incessante ritornando molto presto nelle piazze cittadine e paesane”. Sabato 1 agosto, Volt Messina sarà infatti a Spadafora con una campagna informativa su temi particolarmente cari alla comunità. A settembre, invece, il gruppo scenderà nelle piazze contro il taglio dei parlamentari.

 

Il Retreat è stato anche occasione di bilancio delle azioni intraprese da Volt a Messina: dagli incontri sull’innovazione tecnologica per una città dell’energia pulita (si pensi al convegno di inizio anno “Energia dallo Stretto”) ai numerosi webinar organizzati in periodo lockdown su smart working, infrastrutture e viabilità, gestione dell’emergenza Covid, ambiente, mafia e processo di integrazione europea. Ogni evento è stato trasmesso sulle pagine social di Volt Messina e Volt Sicilia, ove il movimento viola aggiorna costantemente il pubblico sulle proprie iniziative.

“La capacità di reazione ad una situazione di estrema necessità, come quella appena vissuta – dichiara Manfredi Cascino, coordinatore di Volt Sicilia insieme a Flavio Fucà – dimostra quanto Volt sia un partito forte e dal tessuto sano”.

 

Nei prossimi mesi tutta Volt in Sicilia si focalizzerà sulla valorizzazione dei territori periferici, il rafforzamento del coordinamento regionale, l’aumento delle risorse umane, la condivisione delle competenze tra team regionali e locali, una maggiore organizzazione e specializzazione dei team funzionali e la nascita di nuovi team locali nelle province di Trapani, Caltanissetta e Siracusa. Grande attenzione verrà data a: lavoro e innovazione, infrastrutture, mobilità, diritti civili e ambiente.

“Armonizzare le nostre azioni verso un’unica direzione, come corde di uno strumento che suonano assieme – dichiara Massimiliano Milazzo, Vice Coordinatore del team messinese – solo così Volt può essere un’effettiva svolta per la società”.

 

Volt Europa nasce nel 2017 potendo oggi contare più di 30.000 volontari (di cui 5.000 solo in Volt Italia) e vantare un europarlamentare e diversi rappresentanti eletti in vari consigli circoscrizionali in Italia e all’estero. Aderendo al Manifesto che sintetizza tutti i principi fondanti il movimento, quasi due anni fa nasce Volt Messina per volontà di un gruppo di giovani uniti da una radicata convinzione: il solo modo per affrontare le sfide presenti e future di ogni territorio è il perseguimento di una politica del fare e la costruzione di un’Europa più unita e democratica.

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