Caserma Gasparro, De Luca ed il rischio COVID che non c’è. Tutti i migranti sono negativi.

Quella di ieri è stata l’unica iniziativa che un Sindaco potesse intraprendere nei confronti dell’ex caserma Gasparro: un’ordinanza che mettesse in evidenza eventuali problemi sanitari. Null’altro può e potrà fare De luca nei confronti di una struttura che non è di sua competenza. Dell’ex caserma Gasparro ne risponde infatti la Prefettura, così come anche della sua sicurezza. Ed in effetti di quest’ultima ne deve certamente dare conto. “Oggi pomeriggio è stata emanata l’ordinanza del Sindaco di Messina, Cateno De Luca, con la quale si stabiliscono i termini per la chiusura dell’hotspot di Bisconte, attualmente presente nell’ex Caserma Gasparro. La disposizione amministrativa prevede lo sgombero dell’area in questione entro i prossimi 5 giorni. In seguito la struttura sarà soggetta a demolizione” scrive così il Sindaco nel suo comunicato stampa. Ma i 5 giorni sono destinati a scadere, miseramente e senza alcuna conseguenza immediata nei confronti di una ex caserma che ospita migranti sotto l’egida non solo del Governo ma anche di tutte quelle agenzie governative europee che sono chiamate a gestire le migrazioni, come Frontex. Insomma un ultimatum senza ripercussioni oggettive, quello di De Luca.

Il Sindaco di Messina, infatti, cavalca l’aspetto sanitario della questione fuga migranti. “Darò un tempo limite di 5 giorni  per sgomberare il Centro ed evitare che ci siano altri elementi che mettano in pericolo la pubblica incolumità. Non esistono le condizioni a garanzia della sicurezza. La fuga nella notte di mercoledì è la testimonianza più eclatante: 24 migranti a piede libero sfuggiti al controllo della legge. È pertanto chiaro ed evidente che non si possono accogliere migranti in tale struttura, perché in questo modo certamente non li aiutiamo. La fase dell’emergenza Covid-19 che stiamo vivendo, impone di non abbassare la guardia: non possiamo subire passivamente scelte che mettono a repentaglio l’incolumità dei nostri cittadini. Avverto già da ora il Ministro Lamorgese che se il Governo starà a guardare, senza muovere un dito, si aprirà la fase dello scontro istituzionale, mi sono stancato di dover subire scelte che danneggiano la mia gente”.Un richiamo al Covid che però in questo caso non ha un immediato riscontro, anche perché NESSUNO dei migranti sfuggiti al controllo della Prefettura e adesso certamente ben lontani da Messina, erano positivi al coronavirus.

Intanto si mobilita l’opposizione che parla di “dalli all’untore” e di “caccia alle streghe”. Per tutti Michele Bisignano:

Non si può assistere passivamente allo indecoroso spettacolo messo in scena dal Sindaco De Luca, che utilizza, strumentalmente, la chiusura illegittima di un centro di accoglienza per migranti, offrendo tale provvedimento, come fosse un trofeo od uno scalpo, in pasto alla “canea” di certi suoi followers odiatori sociali, e per avere qualche like o consenso dei neo-razzisti messinesi.
Ma ancora più grave è il fatto che il Sindaco di Messina, dichiarando di intervenire nella qualità di massima autorità sanitaria locale (ruolo che non ha svolto in tante altre recenti occasioni che hanno riguardato la tutela della salute dei cittadini) vuole fare credere, in maniera subdola, che all’interno dell’hotspot vi fossero migranti contagiati dal Covid 19 o portatori di malattie infettive, in contrasto con quanto dichiarato dalla Prefettura riguardo alla non positività al contagio anche dei migranti che si sono allontanati dalla struttura.
Viene così lanciato una sorta di vergognoso, pericoloso ed oscuro messaggio di “dalli all’untore” e di “caccia alle streghe”, che riecheggia, in varie forme, nei periodi più bui della Storia, e, purtroppo oggi, anche della cronaca” conclude Bisignano.

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