Ordinanza e movida – Lettera aperta al Prefetto ed ai cittadini dai comitati del centro storico

Il Comitato Centro Storico Vivibile che rappresenta residenti del Centro Storico di Messina e si adopera ai fini della vivibilità contro il degrado del Centro Storico cittadino in tutte le sue accezioni; L’Associazione Centro Storico di Messina, che rappresenta gli interessi dei residenti, commercianti, turisti e fruitori del Centro Storico di Messina,come più volte ricordato alle istituzioni locali, desiderano essere consultate tutte le volte che venga intrapresa ogni politica cittadina volta
ai temi della vita urbana, di sicurezza e di ordine pubblico ed essere ascoltate nelle loro proposte in quanto rappresentanti di cittadini hanno gli stessi diritti di altre categorie sociali. Così non è stato in occasione degli incontri susseguenti ai
recenti eventi di cronaca che hanno fatto riproporre l’attenzione su taluni aspetti degenerativi della cosiddetta Movida.
Eventi in seguito ai quali il Prefetto di Messina ha convocato il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica allargato i alcuni Sindaci della provincia, in cui sono state assunte decisioni relative alla adozione di provvedimenti da adottare per contrastare tali aspetti degenerativi. In seguito a tale riunione, tenutasi giovedì 11 giugno 2020, anche l’amministrazione comunale di Messina ha emesso una ordinanza sindacale che è stata contestata dai commercianti  esercenti locali di somministrazione di bevande alcooliche ed alimenti.
A tal fine l’amministrazione comunale ha avuto un incontro con i rappresentanti delle categorie dei commercianti e degli esercenti giorno 15 giugno, non invitando le sottoscritte realtà associative come se tali realtà non fossero direttamente coinvolte sulle scelta da adottare, come se tutti i cittadini messinesi residenti nell’area del Centro Storico non avessero diritti da accampare.
Ed in ultima analisi alla luce delle risultanze di tale incontro, come se i cittadini del Centro Storico non esistessero!
Per riepilogare i nostri assunti dobbiamo partire da una premessa fondamentale: per noi, e per l’accezione comune, il Centro Storico non è un quartiere come gli altri, né deve essere considerato solo perché sede da circa 15 anni
di locali di somministrazione di bevande ed alimenti legati alla cosidetta “movida”, ma è tale perchè è sede del Patrimonio Storico, Architettonico Artistico e Culturale della Città: il Duomo, il Tesoro del Duomo, la Cripta del Duomo, la Fontana
di Orione, il Don Giovanni d’Austria (sì, una delle pochissime statue del ‘500, quello sommerso da bottiglie e lattine), la Chiesa dei Catalani, le 4 Fontane, la Dogana, la Statua di Messina, il Teatro, la Fontana Falconieri, il Monte di Pietà, la Fontana del Nettuno, la Chiesa di San Francesco d’Assisi, la
Chiesa di Maria di Montevergine, i Musei, i Monumenti, il Liberty, La Biblioteca
Regionale, Piazza Antonello, Piazza Duomo, Piazza Immacolata di Marmo, le Chiese, i Palazzi: la Camera di Commercio, la Banca d’Italia, il Palazzo Basile (ex
Cassa
di Risparmio), il Municipio, il Palazzo Weighert, l’Università, il Palazzo dello Zodiaco, i Palazzi Coppedè, il Palazzo della Provincia, il Palazzo del Governo, la Galleria Vittorio Emanuele, la Galleria Inps, il Tribunale… e proprio per l’esistenza di tale ppatrimonio culturale che tale area viene definita Centro storico! Patrimonio che è sottoposto a tutela nella sua generalità, per cui chi si deve adeguare non sono i residenti che ci hanno sempre vissuto, ma chi aprendo una attività
commerciale deve trovare la compatibilità con
questo luogo che ha una sua specificità e peculiarità che lo fa qualificare come “Bene Culturale” (D.Lgs. 42/2004 art. 10 comma 1 e 4 lettera G).
Per fare un parallelismo con altre città italiane: Piazza Navona, Fontana di Trevi, Piazza di Spagna, il Centro Storico di Roma così come quello di Milano, Firenze e Venezia, sono famosi per i loro beni culturali e monumentali, e non certo per
i locali della Movida.
Per tali considerazioni i locali di somministrazione di bevande alcooliche e alimenti che insistono nel Centro Storico di Messina, devono esercitare la loro attività in base alle concessioni con cui hanno ottenuto le relative licenze non  esorbitando da tali autorizzazioni, rispettando le Leggi
ed i Regolamenti Comunali.
Inoltre reputiamo opportuno precisare che mentre i residenti della IV  circoscrizione sono circa 44.000 abitanti ed il perimetro del Centro Storico dovrebbe averne almeno 20.000, i locali nel Centro Storico sono circa 100.
A tale proposito riteniamo sia necessaria l’adozione di un Piano Commerciale che regolamenti le attività di tutti gli esercizi presenti in quel Centro Storico che proponiamo venga dichiarato legalmente e giuridicamente quale “AREA PROTETTA A PRIORITA’ RESIDENZIALE IN TERMINI DI DESTINAZIONE URBANISTICA E DI QUALITA’ AMBIENTALE, DOTANDOLA DI UNA PROPRIA NORMATIVA E DI STRUMENTI DI TUTELA”.
Detto ciò, non essendo stati finora consultati, ed avendo appreso di un ulteriore confronto fra l’amministrazione comunale ed il Prefetto di Messina, riteniamo opportuno formulare alcune proposte concrete relative alle azioni da intraprendere per l’emergenza Movida. Il primo inderogabile punto da risolvere è quello di garantire la sicurezza, l’ordine pubblico, il rispetto della quiete pubblica, il diritto al riposo notturno dei residenti, il rispetto di norme e dei regolamenti comunali. A tal fine  chiediamo:
1. la istituzione di un Posto di Polizia fisso nei week end;

2. l’installazione di telecamere collegate con le forze dell’ordine e con la polizia Municipale;

3. Poliziotti di Quartiere ed eventualmente in borghese al fine di evitare spaccio di sostanze stupefacenti e somministrazione di alcoolici ai minorenni, controlli con inasprimento delle sanzioni, il controllo di emissioni sonore dei locali che procura disturbo nelle ore notturne, il cui impatto acustico invasivo provoca conseguenze sulla salute e danni biologici irreversibili;
4. Che la musica possa essere diffusa solo dai locali che sono in possesso delle relative specifiche licenze e non può in nessun caso recare disturbo alla quiete pubblica ed al riposo dei residenti così come avviene in tutti gli altri quartieri della Città.
Le emissioni sonore non devono prevedere mai la presenza di percussioni o di altri strumenti che possono creare l’effetto “cassa di risonanza” e possono essere utilizzati solo come sottofondi musicali a bassissimo impatto;
l’inizio di qualsiasi attività musicale o di intrattenimento dovrebbe essere previsto non prima delle ore 20,00 per poi concludersi non oltre le ore 23.30 e comunque anche i questi orari il sottofondo musicale NON deve essere di disturbo ai residenti né si possono organizzare Dj Set che sono propri delle discoteche al chiuso.
5. Collaborazione diretta con la Polizia Municipale e con le Forze dell’Ordine con le due associazioni per la segnalazione di eventuali comportamenti illegali;
Ma purtroppo di fronte a questi nostri atteggiamenti costruttivi non possiamo non riscontrare come il tentativo di modificare radicalmente l’ultima ordinanza sindacale vigente, che prevede la chiusura dei locali di qualsiasi tipo nel Centro Storico cittadino alle ore 1,00 nei giorni dal lunedì al giovedì, ed alle ore 1,30 nei giorni dal venerdì alla domenica, costituisca un disallineamento riguardo alle decisioni assunte su iniziativa del Sig. Prefetto di Messina in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, ed una colossale presa in giro nei confronti dei cittadini residenti, in quanto proporre di chiudere i locali tutti i giorni alle ore 2,00 di notte, posticipando tale chiusura nel caso in cui vi siano clienti presenti ai tavoli degli stessi, significherebbe fare chiudere concretamente i locali non prima delle ore 2,30;
altra cosa in netto contrasto con i protocolli di sicurezza relativi alle disposizioni per il contenimento del Covid 19 è la proposta di consentire il consumo di bevande alcooliche non esclusivamente ai tavoli dei locali, ma anche negli spazi antistanti, creando così la possibilità di assembramenti che sono vietati da tutte le disposizioni vigenti e che sono state oggetto anche della riunione del Comitato.
Per tali motivi abbiamo deciso di rivolgerci a Sua Eccellenza il Prefetto permettendoci di porre in evidenza che i diritti alla salvaguardia della salute sanciti dalla Costituzione, e dei cittadini residenti e delle fasce giovanili di minorenni, non possono essere subordinati a nessun tipo di interesse economico e che quando si vanno ad assumere decisioni che riguardano tutti i cittadini bisogna guardare soprattutto alla tutela del bene comune di tutti e non agli intessi di carattere particolaristico di pochi. Ed a tal fine chiediamo che, per quanto riguarda il Centro Storico, non vengano modificati gli orari di chiusura dei vari locali così come codificati in seguito alla riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, e che vengano prese in considerazione anche le proposte che in uno spirito costruttivo abbiamo inteso formulare.

Con osservanza.
Dott. Michele Bisignano,
coordinatore del Comitato Civico Centro Storico Vivibile

Dott. Anthony Greco,
presidente Associazione Centro Storico Messina

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