2 maggio 2020

Nel video si sentono i pianti di due bambini che non rivedranno più il loro padre, ma che ancora lo cercano. Difficile spiegare loro che Pasquale, il loro papà, 37 anni, non potrà più scendere da quell’auto di servizio sulla quale era salito una domenica per non scendervi più. Pasquale Apicella è morto nella propria auto di servizio, travolto da quella dei rapinatori a Calata Capodichino a Napoli. Era sposato con Giuliana di 32 anni, casalinga. Lascia due figli in tenera età: un bimbo di sei anni ed una bimba di 3 mesi. Del coronavirus aveva scritto: «Solo una cosa positiva ha portato questo virus, quello di poterti godere un po’ la famiglia…». La famiglia a cui quattro delinquenti, non importa di che etnia, lo hanno portato via mentre tentavano una rapina ad un bancomat.

I pianti disperati della moglie, della bimba più piccola e quella voce fuori campo dell’altro figlio di Pasquale Apicella che chiede “dov’è papà?”. Dovrebbe bastare questo perché finalmente cambi tutto. Perché si diano a chi è chiamato a difendere e proteggere i cittadini onesti da chi onesto non lo è, strumenti e norme atte a far sì che almeno chi porta la divisa possa proteggersi, difendersi. Le sirene ed i pianti che si mischiano in questo video della famiglia Apicella sono il grido di dolore di tutte le Forze dell’ordine che quotidianamente, silenziosamente, fanno il loro dovere nell’anonimato più totale e con leggi che spesso “giocano” contro di loro. Onore all’agente scelto Pasquale Apicella, onore a tutte le forze dell’ordine.

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