Messina, 9 aprile 2020

“Un parere emesso dal Consiglio di Stato in sole sei ore dalla richiesta del Ministro Lamorgese. In sole 24 ore ordinanza annullata. Una velocità che sconvolge e che somiglia ad una dimostrazione di forza”, così il sindaco di Messina Cateno De Luca commenta la notizia dell’annullamento della sua ordinanza, la 105 che prevedeva l’obbligatorietà di iscrizione presso la banca dati del Comune di Messina per poter traghettare in Sicilia e sbarcare a Messina. Mascherina tricolore sul viso esibita a mo’ di bavaglio De Luca è apparso nella sua inevitabile diretta, molto più pacato e trattenuto, evidentemente consigliato in tal senso alla luce degli ultimi sviluppi. in definitiva il Governo, per il tramite prima della Ministra degli Interni Lamorgese e poi, stante un ipotizzabile conflitto di interessi, da parte dello stesso Presidente Conte, ha mostrato i muscoli, annullando de facto l’ordinanza “ribelle” e giuridicamente abnorme del Sindaco De Luca, Masaniello dello Stretto. “Non è stata neanche presa in considerazione la mia memoria, visti i tempi nei quali si è pervenuti all’annullamento e visto che non sono sato neanche avvisato, come prevederebbe la Legge, del procedimento in atto” ha detto il Sindaco. Un’ordinanza, la sua, ormai annullata, che De Luca equipara a quella emessa dal presidente della Regione della Sardegna, Solinas, laddove anch’egli ha introdotto l’obbligo di registrazione per chi arriva nell’isola sarda. Una posizione che però non è assimilabile, in quanto si tratta di cariche diverse, quella di Presidente della Regione e quella di Sindaco. Limitazione ed obbligo quello della registrazione presso un comune, come quello di Messina, che secondo il Consiglio di Stato lederebbe il diritto di spostamento sul territorio italiano. Nonchè un obbligo di registrazione accessorio a quello dell’autocertificazione prevista dal DPCM Conte non è ritenuto e previsto come accettabile proprio dal decreto stesso. Di quì, tecnicamente, l’annullamento. Poi ci sono anche i risvolti politici, nonché quelli umani che hanno di certo, con i toni assunti dal Sindaco De Luca, determinato un movimento acceleratissimo di una macchina burocratica come quella del Consiglio di Stato e del Consiglio dei Ministri che non ha pari neanche nel determinare e rendere disponibili fondi ed aiuti alle famiglie dei quali ad oggi non si è visto, anzi sentito, nient’altro che propositi ed annunci, ma niente di concreto. Tranne che l’annullamento dell’ordinanza del Sindaco De Luca, ed a tempi da record.

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