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Caso “Sparacio”: tra accuse, smentite e ridimensionamenti, Cateno De Luca si difende, “un trasporto non un funerale”

Messina, 13 aprile 2020

Nell’ennesimo giorno di prova dei droni a scarsa autonomia del Sindaco De Luca esplode il caso “funerale” tra le mani del sindaco Cateno De Luca. Il “caso” è quello dei presunti “funerali” per Rosario Sparacio, fratello dell’ex boss messinese Luigi, deceduto presso la sua abitazione. Notizia che ha sollevato numerose critiche ed attacchi:

Mentre in Italia non si celebrano funerali nei matrimoni, com’è possibile che a Messina in cento abbiano accompagnato al cimitero il fratello di un capomafia? Dietro il feretro di Rosario Sparacio, fratello del boss Luigi, sabato pomeriggio c’erano auto, moto, amici…  Dal sindaco Cateno De Luca, sempre pronto a rumoreggiare con la fascia tricolore al petto, stavolta solo silenzio” così il presidente della commissione antimafia dell’Ars Claudio Fava.

Droni a Messina per vigilare su eventuali assembramenti contro il coronavirus, sistema di sorveglianza intenso e capillare. Cateno De Luca non si tira mai indietro dal farsene un vanto❗️. Eppure… il funerale di Rosario Sparacio gli è sfuggito! Niente controlli stradali, niente verifiche. Niente…. Cateno De Luca perché di questo non parli? Cateno De Luca dove sei?” : così l’esponente della segreteria di Più Europa Fabrizio Ferrandelli.

“La criminalità organizzata è privilegiata anche in periodo di lockdown. Migliaia di persone hanno perso i propri cari senza la consolazione di un’ultima carezza, di un ultimo addio. Invece l’altro giorno a Messina, per il fratello dell’ex boss Luigi Sparacio, c’è stato addirittura un corteo funebre con un centinaio di persone a bordo di moto e auto ad accompagnare il feretro. Intanto i cittadini perbene, quelle che escono ogni 10 giorni per fare la spesa e non fanno neanche un passo fuori casa per sgranchirsi le gambe, aspettano di sapere se per ognuna di queste persone siano stati presi dei provvedimenti. Il sindaco De Luca cosa ne pensa di questa parata?” così Giulia Grillo del Movimento 5 Stelle.

La vicenda del corteo funebre svoltosi nei giorni scorsi a Messina, proprio per le persone coinvolte, a mio avviso, merita adeguate e approfondite verifiche da parte delle forze dell’ordine e della magistratura, dichiara l’on. Franco De Domenico deputato regionale del Partito Democratico, ritengo, infatti, che i cittadini messinesi, abbiano il diritto di conoscere i fatti e sapere se questo episodio, unico del genere in città in questa fase emergenziale, era a conoscenza delle autorità e se sia stato tollerato o meno, individuando eventuali responsabilità“.

Nel frattempo, dopo la foto pubblicata in esclusiva da Messinaora.it, le forze dell’ordine hanno aperto un’indagine e stanno identificando i presenti per violazione del DPCM, essendosi creato un vero e proprio assembramento.

“Condividete tutti, per favore, perché mio nonno deve avere la sua eterna pace e questi giornalisti di merda lo devono lasciare stare nella sua santa pace” scrive un nipote del defunto, “Dovete lasciarci in pace nel nostro dolore, non abbiamo tolto niente a nessuno… siamo brave persone… se davvero fossimo quei boss che tanto proclamate non vi sareste permessi”.

Cateno De Luca prova invece a dare le sue spiegazioni per la sua “assenza” in questa vicenda:

““Non si perde occasione per denigrare Messina e i messinesi. Ho appreso che l’on. Giulia Grillo, appartenente al M5S e cittadina messinese, ha pubblicato un post nel quale afferma che a Messina  ‘la criminalità organizzata è privilegiata anche in periodo di lockdown’ riferendosi al presunto corteo funebre che sabato scorso, con un centinaio di persone a bordo di moto, accompagnava il feretro del fratello dell’ex boss Luigi Sparacio. La deputata si chiede anche cosa faccia il Sindaco De Luca nel frattempo. Preciso che la notizia è stata immediatamente ripresa da altri deputati regionali e nazionali pentastellati e dall’on. Claudio Fava, Presidente della Commissione antimafia all’Ars. I medesimi, piuttosto che attivarsi personalmente per accertare la verità dei fatti, hanno preferito alimentare delle bieche speculazioni politiche che sono state immediatamente riprese dalla stampa, lasciando intendere che si sia svolto un rito mafioso. Non accetto insinuazioni o accostamenti della mia persona alla mafia o alla criminalità in genere, per cui ho già dato mandato alla PG di identificare gli autori dei commenti su Facebook al post della Grillo, con i quali si esprimono dichiarazioni gravemente offensive nei miei confronti”. Così afferma il Sindaco di Messina, on. Cateno De Luca.

“Se invece di strumentalizzare i fatti per attaccarmi – continua il Primo cittadino – si fossero accertati dei medesimi, avrebbero scoperto che venerdì scorso, nel primo pomeriggio, il sig. Sparacio Rosario, già gravemente malato, è deceduto all’interno della propria abitazione. Constatato il decesso, trascorse le canoniche 24 ore di osservazione, nel pomeriggio di sabato 11 aprile il feretro è stato trasportato dall’abitazione sita in  via del Santo fino al Camposanto in via Catania dove è stato deposto in attesa della tumulazione. Non si è trattato né di un corteo funebre né di una celebrazione religiosa, che sono peraltro vietati dalle disposizioni del DPCM come ribadite dallo stesso Arcivescovo di Messina che, da oltre un mese, ha vietato la celebrazione dei funerali. Dunque, quanto in modo becero è definito ‘corteo funebre con oltre cento persone’ non è altro che un mero trasporto della salma per poche centinaia di metri, al quale si sono uniti, in modo estemporaneo, alcuni familiari del defunto, in numero non superiore alla trentina. Sulla partecipazione al trasporto del feretro da parte dei parenti e dei soggetti che sono ripresi nelle fotografie diffuse dalla stampa, sta già indagando la Questura, alla quale competono in via esclusiva questo genere di attività e sulle quali mi corre l’obbligo di osservare il massimo riserbo, ragione per la quale fino ad ora non ero entrato nel merito della questione”. 

“Non consento a nessuno – conclude il Sindaco peloritano – di confondere il mio doveroso riserbo istituzionale con una forma di silenziosa complicità sui fatti. Stiamo assistendo ad un carosello di illazioni che non fanno onore ai deputati regionali e nazionali che le hanno diffuse e alimentate. Non intendo assecondare le strumentalizzazioni di certi politici, che colgono ogni occasione per ricavare un po’ di notorietà e gettare discredito sulla comunità messinese”. 

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