Salina (Me), 2 aprile 2020

Sono stati eseguiti ben otto giorni fa, il 27 marzo, i 16 tamponi su altrettanti abitanti dell’isola di Salina. Una piccola comunità che attende in ansia di conoscere i risultati e che proprio perché piccola, teme la diffusione del contagio.

Non si comprende il perché queste analisi rinofaringee effettuate nell’isola ancora non abbiano dato riscontro. E fa invece preoccupare il tempo trascorso. I tamponi, infatti, molto probabilmente dovranno essere rifatti per poter avere un risultato attendibile.

Reagenti mancanti? Super lavoro dei laboratori? Qualsiasi sia la motivazione che tiene in sospeso questa comunità, non è concepibile un tempo così dilatato per conoscere la positività o meno al coronavirus da parte di chi si sottopone al sistema del tampone. Un sistema evidentemente che andrebbe cambiato, magari a favore di analisi più veloci ed anche meno costose. La speranza è sempre che l’esame ematico possa essere autorizzato dall’Istituto Superiore della Sanità. Una comunità fiaccata, piegata economicamente e spaventata quella di Salina che ha bisogno immediatamente di risposte certe.

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