Un’Italia a corto di medici, ma che mantiene il numero chiuso. I “baroni” sono responsabili delle carenze di personale.

11 marzo 2020

I medici, categoria insufficiente e non facilmente reclutabile, in un momento in cui i tagli irresponsabili alla Sanità italiana stanno dando frutti nefasti. Ma il numero chiuso per le facoltà di Medicina continua a stringere un cappio intorno a quello che è un sistema oggi al collasso di fronte al Coronavirus.

Siamo fuori dall’ordinarietà: come in un B-movie degli anni 90 oggi la popolazione ascolta dichiarazioni del Presidente del Consiglio dei Ministri che sembrano illustrare l’ora più buia. Ma la verità è che il sistema sanitario nazionale è messo alla prova. C’è chi parla di un sistema simile a quello adottato durante la guerra, la prima guerra mondiale, quando di marchiavano con strisce colorate i feriti: i moribondi, quelli difficili da salvare e quelli salvabili. la mancanza di posti di terapia intensiva, che offrano sistemi di ventilazione polmonare, sul territorio nazionale, di fronte alla pandemia dichiarata dalla OMS risultano insufficienti ad affrontare, soprattutto al Sud, l’emergenza. Tanto da suggerire il “piano B” della nave per la Sicilia.

Ma chi ha tagliato le risorse? Chi ha indebolito il sistema di emergenza- urgenza italiano? Chi ha ridotto la possibilità di diventare medico, anzi Medico, con la “M” maiuscola a tanti giovani, ribadendo, difendendo, blindando, il sistema anticostituzionale del numero chiuso? Facciamocela questa domanda.. e diamoci una risposta. Anche a Messina.

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