Messina, 9 febbraio 2020

Pace e intimità familiare: questo si legge immediatamente nella diretta di “ritorno“, ai social ed alla città, di Cateno De Luca. Una settimana di profonda riflessione che gliela si legge in viso: qualche ruga in più e toni molto più pacati e consoni alla bellezza di un paese silenzioso come Fiumedinisi, con lo splendido sottofondo di un fiume che già da solo è medicina.

Cateno De Luca fa una passeggiata non solo tra i vicoli e le strade del suo paese d’origine, passando per la sua mamma intenta a prendere “un po’ di sole così mi riscaldo“, tradendo la tensione per la salute del marito, ma anche per le vie più sincere e profonde della sua anima, quella che per molti di noi, più grandi di lui, sono strade già tristemente percorse: la paura di perdere i genitori, l’accorgersi improvvisamente del tempo perduto e di quello che passa, la voglia di cambiare e di vivere meglio il tempo che rimane da trascorrere con i propri cari. “Sentirsi dire dal proprio padre dove vuol essere seppellito è una sberla fortissima“, dice piano De Luca, una sberla che molti di noi, purtroppo, ha già cambiato profondamente.

Non sono un super uomo” dice De Luca “non ho mai avuto la bacchetta magica” ed a sentirlo dire dall’uomo che sta governando una città senza neanche un consigliere in Consiglio Comunale è davvero inaspettato. Insomma una settimana di ritorno alle origini per, da un lato, stare vicino ai propri genitori, dall’altro per riflettere su quel che consegue dalla presa d’atto che il tempo passa inesorabile e che nulla restituisce.

Poi, inevitabile, il pensiero alla città di Messina, quella che ritroverà da domani, lunedì 10 febbraio, e la confessione di una seduta segreta svoltasi sabato scorso “con gli assessori ed i dirigenti delle partecipate“: urge anche per loro il cambio di passo ed il rispetto e raggiungimento degli equilibri prefissati. Altrimenti saranno loro ad essere cambiati. Fa così nuovamente capolino il “vecchio” De Luca dal “rigenerato”, quasi a dire: “mi sono accorto che non posso certamente fare tutto io. Non è tempo che posso permettermi“.

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