Anno giudiziario: l’amarezza del presidente Galluccio. Messina trascurata dalla pianta organica, nonostante i risultati

Messina, 1 febbraio 2020

Nonostante il territorio del distretto giudiziario messinese sia caratterizzato da un “persistente radicamento di forme particolarmente aggressive di criminalità organizzata, segnatamente di tipo mafioso” ed il “peso specifico” dei processi molto più rilevante rispetto ad altre città italiane, Messina risulta essere stata “trascurata” dal piano delle piante organiche del Ministero. A dirlo con una evidente amarezza è stato il presidente della Corte d’Appello del Tribunale di Messina, Michele Galluccio, durante la lettura della sua relazione in occasione dell’apertura del nuovo Anno Giudiziario.

Se si tiene conto, scrive Galluccio, che il distretto di Venezia ha avuto un saldo attivo di 66 unità, quello di Bologna di 60, Firenza di 40, Milano 38, Brescia 38, Genova 14, Trieste 10, Torino 7, e persino Trento 2 ( con pendenze e sopravvenienze tre o quattro volte inferiori rispetto a Messina) ben si comprende come il Nord, in esito al riordino complessivo delle pante organiche ha avuto un incremento nella dotazione di magistrati di ben 275 magistrati, mentre la Sicilia, con 21 unità, è stata penalizzata anche rispetto a regioni meridinali, come la Calabria con 62, la Puglia con 56, e di come Messina, sia stata la più penalizzata tra le Corti della Sicilia, con un saldo complessivo di appena una unità in aumento – a fronte delle 2 di Caltanissetta, 3 di Palermo, e 15 di Catania – relegata, dunque, all’ultimo posto in tutto il territorio italiano, con una sola unità di integrazione.

Stessa cosa può dirsi della dotazione del personale amministrativo: “si sopperisce, continua Galluccio, a vuoti di organico con i comandi, i distacchi e le applicazioni” di personale proveniente da altri settori. Situazione aggravata dall’invecchiamento del personale e dei pensionamenti, solo in parte compensati dagli esiti del concorso per assistenti giudiziari.

E ciò nonostante la Corte d’Appello di Messina sia “al primo posto in Italia, nel settore penale, per la durata media dei processi (appena sette mesi) e per indice di ricambio, ed è , per i giudizi civili, ai primi posti in Italia, con una durata di 480 giorni su una media nazionale di 702, seconda solo a Perugia“, dice il presidente Galluccio.

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