SEAFLIGHT – Musolino replica alle dichiarazioni dell’ing. Nicocia, “Da demolire immediatamente!”

Messina, 13 febbraio 2020

L’assessore Dafne MUSOLINO risponde alle ritenute “farneticanti” dichiarazioni del l’ing. Gianpaolo Nicocia.

Con riferimento alle dichiarazioni rese dal Dirigente della STA di Messina in merito alla concessione dell’area Seaflight si precisa quanto segue.
Dal mese di agosto 2019 il Comune di Messina ha avanzato richiesta di avere la concessione dell’area in questione, così come ha chiesto che venisse rinnovata la concessione dell’area Pilone Sud di Torre Faro, scontrandosi contro un atteggiamento di protratta inerzia da parte della STA di Messina che non ha mai dato seguito alle predette richieste trincerandosi dietro risposte attendiste e interlocutorie.
Per tale ragione non posso che esprimere il mio stupore per la presa di posizione del Dirigente della STA di Messina, che rivendica una competenza esclusiva sull’area in questione e sulla sua gestione, rilasciando una dichiarazione che si pone in netto contrasto con il palese disinteresse manifestato della Struttura verso tutto il demanio marittimo e le sue condizioni, tanto che è dovuto intervenire il Comune di Messina per la messa in sicurezza dell’area Seaflight emettendo l’ordinanza 217 dell’agosto 2019 con la quale si è ordinato alla Amministrazione Regionale di interdire l’accesso alla struttura fatiscente, di rimuovere i rifiuti che erano stati abbandonati e di demolire le parti pericolanti.
Rammento a me stessa che la STA non ha impugnato la predetta ordinanza così come non vi ha prestato neppure ottemperanza, continuando a lasciare l’area accessibile a chiunque ed esponendo la collettività ad un evidente pericolo. Per questa ragione, preso atto del perdurante disinteresse della struttura territoriale, nel mese di novembre 2019 il Comune è stato costretto ad emettere una specifica ordinanza di interdizione di accesso all’area in questione per la tutela della pubblica incolumità, sostituendosi all’amministrazione regionale per garantire le condizioni di sicurezza per la collettività e di pubblica tutela.
Tutela che evidentemente la STA ha trascurato di assicurare, sia nel passato che nel presente, tenuto conto delle condizioni di grave e diffuso degrado dell’arenile messinese da Nord a Sud.
Per tale ragione è evidente che non si possono accettare i diktat di un Dirigente Regionale che sembra più interessato a portare a termine l’iter concessorio nei confronti di una ditta privata invece di assicurare, come sarebbe suo specifico dovere, la tutela dei preminenti diritti pubblicistici sull’area in questione.
Difatti, nonostante le reiterate richieste dell’Assessorato alle Politiche del Mare e Beni Demaniali Marittimi di avere la concessione dell’area in questione, è stato necessario attendere gennaio 2020 per leggere la nota di indirizzo della Dirigente Area 1 dott.ssa Grosso, che ha invitato la STA di Messina a convocare un tavolo tecnico con il Comune di Messina per trovare una soluzione condivisa, ed una espressa sollecitazione rivolta ancora una volta dall’Assessore ai beni demaniali marittimi alla suddetta Dirigente regionale alla quale ho rappresentato proprio lunedì scorso che la Struttura territoriale aveva fatto cadere l’invito nel vuoto, per venire a conoscenza dal giornale, edizione di mercoledì 12 febbraio 2020, che la STA di Messina finalmente “è in procinto di convocare un incontro”, a nulla essendo valsi i ripetuti solleciti dell’amministrazione comunale.
Ma è bene chiarire che ancora fino ad oggi tale convocazione non è pervenuta, per cui ho attivato una interlocuzione diretta con il Direttore Regionale per rappresentargli l’urgenza della questione e la protratta inerzia della struttura locale chiedendogli di fare cessare questo protratto e ingiustificato silenzio.
Quanto poi allo stato del litorale e agli obblighi della STA di Messina sullo stesso, come Assessore con delega ai Beni demaniali marittimi e fluviali ho costituito il nucleo di tutela ambientale spiagge e torrenti, al quale verrà affidata in via esclusiva e prioritaria l’attività di vigilanza e repressione dei reati ambientali, ivi comprese le contestazioni nei confronti dell’Ente titolare del Demanio che ha consentito per troppi anni che sul demanio venissero abbandonate strutture balneari dismesse, barche e manufatti di vario genere (si veda la Palazzina ex Samar), e financo vere e proprie discariche di rifiuti, come quella di Maregrosso, per la cui bonifica solo questa Amministrazione ha seriamente messo in campo risorse e impegno, avviando una nuova politica ambientale e del mare”.

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