Coronavirus – il paradosso italiano: frontiere aperte. Studenti di ritorno dalla Cina a scuola ma italiani da Wuhan in quarantena.

Roma, 2 febbraio 2020

Qualcuno dovrebbe spiegare che senso ha porre in quarantena gli italiani di ritorno da Wuhan in Italia, presso la Cecchignola a Roma, ed invece ammettere a scuola gli studenti di ritorno dalla Cina “se in assenza di sintomi”. La malattia ha una diffusione aerea ed un’incubazione di 14 giorni, pertanto “l’assenza di sintomi” non pone al sicuro dal virus. E’ vero che in assenza di sintomi non dovrebbe esserci contagio, ma è vero anche che all’insorgere dei sintomi il contagio potrebbe esserci eccome. Tant’è che alla caserma all’EUR, nella cittadella militare della Cecchignola è già pronta ed allestita per ospitare gli italiani di ritorno dalla città maggiormente colpita. Ma l’essere stati maggiormente esposti, nell’epicentro del virus, non significa per gli altri aver evitato il contagio, per un virus che ha dimostrato di potersi diffondere molto facilmente.

SCUOLA E UNIVERSITA’, LA CIRCOLARE MINISTERIALE

Una circolare predisposta del Ministero della Salute e diramata dal Ministero dell’Istruzione agli Uffici Scolastici Regionali e, attraverso questi, alle scuole chiarisce che non vi è ” nessuna preclusione a frequentare la scuola per gli studenti che sono arrivati in Italia dalla Cina e che non presentano i sintomi del coronavirus” . A chiedere chiarimenti sul da farsi erano stati i presidi, alle prese con questa nuova emergenza. La circolare prevede, infatti, che “per gli studenti universitari rientrati dalla Cina nelle ultime 2 settimane, occorra monitorare la eventuale insorgenza di sintomi come tosse, febbre, difficoltà respiratorie; in caso di insorgenza di sintomi chiamare il 1500 o i centri regionali di riferimento; proteggere le vie aeree con mascherina; evitare contatti stretti fino alla definizione della situazione sanitaria”. Indicazioni che valgono anche per i bambini e i ragazzi che frequentano le scuole primarie e secondarie. Per loro, in più, la circolare prevede che il personale scolastico, docenti e non, presti particolare attenzione a favorire l’adozione di comportamenti atti a ridurre la possibilità di contaminazione con secrezioni delle vie aeree, anche attraverso oggetti (giocattoli, matite, etc.)“.

FRONTIERE RIMANGONO APERTE

Non c’è oggi in Europa e in Italia una condizione tale che possa far ipotizzare una chiusura delle frontiere. Sarebbe una misura veramente assurda“, lo dice Angelo Borrelli, Commissario straordinario per l’emergenza coronavirus sottolineando che si sta comunque lavorando per capire come potenziare i controlli su treni e auto in arrivo nel Paese.

“In questo momento l’importante è riuscire a contenere il contagio del Coronavirus ed evitare al massimo di alimentare panico e allarmismo. Giovedì saranno convocati al Mibact i rappresentanti delle varie categorie del settore turistico per fare il punto sulla situazione e capire come affrontare questa fase di emergenza, in particolare sul fronte dei flussi in arrivo che stanno risentendo delle restrizioni sui voli”. Lo dichiara in una nota Lorenza Bonaccorsi, Sottosegretario al Turismo del Mibact. “E’ stata sospesa la concessione di visti in Cina per l’Italia da parte delle agenzie autorizzate. Restano solo quelli concessi dalle nostre strutture consolari per motivi familiari o casi di conclamata e acclarata urgenza” aggiunge.

Lunedì 3 febbraio dovrebbero, infatti, partire dalla Cina 5 voli dell’Air China per l’Italia per far rientrare in Italia turisti cinesi bloccati con lo stop dei collegamenti. Secondo Borrelli con questi aerei potranno rientrare anche i primi italiani che rientrano dalla Cina. I cinesi di ritorno saranno circa 3 mila, non ancora definito il numero degli italiani. «Non abbiamo ancora un numero definitivo, è un’indicazione sulla quale stanno lavorando il ministero degli Esteri e l’Enac e che ci deve arrivare dalla Farnesina, con la quale il filo è costante e continuo», l’unica cosa certa, conferma Borrelli, è che «fermo restando il concetto di massima precauzione, chiunque vuole rientrare deve essere messo in condizione di poterlo fare».

Unica misura di controllo all’arrivo sarebbe il termoscanner per rilevare eventuale febbre.

Il commissario straordinario per l’emergenza coronavirus, Borrelli ha assicurato però che non verranno chiuse le frontiere: «Stiamo lavorando per capire come potenziare i controlli su treni e auto in arrivo nel paese, ma non ci sono oggi, in Europa e in Italia, condizioni tali che possano far ipotizzare una chiusura delle frontiere. Sarebbe una misura veramente assurda». L’altra “apertura” emersa nel corso della riunione è quella verso la circolazione delle merci. «Al momento è tutto fermo ma è una misura troppo restrittiva» ammette il capo della Protezione Civile sottolineando che è necessario riaprire i collegamenti soprattutto per quanto riguarda il materiale medico sanitario, come ad esempio le provette per le analisi che dall’Italia devono arrivare in Cina.

L’IMMEDIATA IDENTIFICAZIONE ABBASSA IL RISCHIO

Lo dice Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Ospedale Spallanzani di Roma: ” “Se i casi importanti, quelli positivi, sono identificati in stato precoce allora c’è un rischio da basso a molto basso”, ha aggiunto Ippolito, spiegando che “la dimensione dell’epidemia non è valutata su scala nazionale”.

“Bisogna evitare allarmismi, ma dire che non ci saranno altri casi di coronavirus, significa non guardare alla realtà”, ha detto Ippolito. Durante l’incontro con i giornalisti è stato specificato anche che “sono stati individuati tre possibili contatti” con la coppia cinese positiva ai test che sono stati “posti in sorveglianza domiciliare”.

LA SITUAZIONE: “NO ALLARMISMI” MA ALLERTA

“Bisogna evitare allarmismi, ma dire che non ci saranno altri casi di coronavirus, significa non guardare alla realtà”, ha detto Ippolito. Durante l’incontro con i giornalisti è stato specificato anche che “sono stati individuati tre possibili contatti” con la coppia cinese positiva ai test che sono stati “posti in sorveglianza domiciliare”.

LA CONFERENZA STAMPA ALLA SPALLANZANI DI ROMA

Conferenza stampa Coronavirus 31.01.2020

Geplaatst door Lazzaro Spallanzani op Vrijdag 31 januari 2020

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