19 gennaio 2020 – di Giuseppe Bevacqua

I neo maggiorenni di oggi (e non solo loro) ricordano Bettino Craxi per le accuse di malversazione e per aver lasciato l’Italia per Hammamet. La memoria di Craxi statista si è liquefatta al calore ancora vivo dell’accusa di “ladro” che il gesto inopportuno e violento di quel lancio di monetine (“Bettino vuoi anche queste!”) consolidò allora ed alimenta ancora oggi.

In pochi ricordano il Craxi che non si piegò alla supponenza americana. Solo chi ha i capelli bianchi ricorda quel cingolo di Carabinieri che nella notte tra il 10 e l’11 ottobre del 1985 cinse un Boing 737 dell’aviazione civile egiziana, già circondato dai Navy Seals americani. Ciò che accadde quella notte, anzi ciò che poteva accadere, avrebbe potuto cambiare tutto. Ma per fortuna non partì a nessuno quel colpo in canna che Carabinieri e militari americani, uno di fronte all’altro, avevano nell’arma che si puntavano contro.

Ciò che Bettino Craxi, durante la crisi di Sigonella, dimostrò agli americani, è oggi solo un eco che rimbalza contro l’atteggiamento prono dei nostri governanti odierni alla politica di Trump e non solo. Nessuno oggi si sognerebbe di fare ciò che quella notte fece Bettino Craxi, lo stesso che poi fu costretto a lasciare Governo, Italia ed italiani per un sistema diffuso del quale fu forse l’unico a dichiararne l’esistenza, apertamente. Molti altri, ladruncoli da quattro soldi, ancora oggi ne discreditano e ne soffocano la caratura di statista, ricordando solo il denaro ricevuto per il Partito Socialista. “Oggi i ladruncoli di allora, che si ergono a giudici di Craxi, sono quelli che l’hanno fatta franca“.

Quel Boing dell’aviazione egiziana trasportava i dirottatori della “Achille Lauro”, la nave da crociera sulla quale aveva perso la vita un americano. L’aereo doveva raggiungere la Tunisia, ma venne dirottato in volo dai caccia americani che lo costrinsero ad atterrare a Sigonella, come se la Sicilia fosse una stella della bandiera americana. Il gesto di far intervenire i Carabinieri che circondarono armi in pungo i militari americani che già avevano circondato l’aereo, fu un gesto che impose e fece riconoscere la nostra sovranità nazionale, imponendo all’America un peso ben diverso nei rapporti con l’Italia : un peso maggiore fatto di rispetto. Oggi? In quanti dei nostri “statisti” di oggi, alle prese (inutilmente) con una crisi economica ormai endemica, in quanti avrebbero avuto il coraggio di farlo?

Venti anni oggi, dalla morte di Bettino Craxi, è giusto che il ricordo di quell’uomo sia completo: dalle accuse ai meriti. Per giustizia e per rispetto della storia.

2 Comments to: CRAXI: l’uomo che schierò i Carabinieri contro gli americani a Sigonella. Venti anni fa la sua morte.

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    Emilio

    Gennaio 21st, 2020

    erano V.A.M. non Carabinieri,
    Vigilanza Aeronauitca Militare,
    semplici militari di leva contro i Marines.
    Lo dico solo per correttezza

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      redazione vdp

      Gennaio 22nd, 2020

      I VAM furono schierati nell’immediatezza. Ma dopo arrivarono i Carabinieri

      Rispondi

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